Di Buò deluso dall’oro mancato: mi rifarò nel 2012

Il presidente federale Scarzella: «Il nostro capitano è indispensabile, ne avremo bisogno anche a Londra»
TRIESTE Non c'è sei senza sette. Ilario Di Buò, che ieri con Marco Galiazzo e Mauro Nespoli ha conquistato l'argento nell'arco a squadre, proprio per il piazzamento sul podio tenterà di andare alla sua settima Olimpiade, quella che si terrà a Londra. «L'avevo promesso al presidente Scarzella - ha detto nel corso di una conferenza stampa al termine della finale - se avessi preso una medaglia sarei andato a Londra; e quindi ora mi toccherà faticare altri quattro anni per cercare di raggiungere questo obiettivo». Una battuta per tentare di ingoiare il rospo. Perchè dei 3 azzurri, Di Buò è quello che in realtà ha fatto più fatica a nascondere il disappunto per la finale persa: «Lascia in po’ di amaro in bocca concludere una buona gara una con una sconfitta».


Una sensazione che comunque accomuna tutti e tre gli arcieri azzurri, concordi nel dire che «un argento non è certo da buttare via, ma che con un pizzico in più di concentrazione si sarebbe potuto vincere». «L'argento va bene, ma l'oro sarebbe stato ancora meglio», dice Galiazzo, che si ripromette «di fare meglio nell'individuale». D'altro canto, aggiunge Nespoli «se mi avessero detto di firmare per l'argento, avrei firmato». Secondo Mauro quello che è mancato è stata «un po’ più di concentrazione nei momenti decisivi».


Se Di Buò scherzava sulla sua partecipazione a Londra 2012, molto sul serio la prende il presidente federale, Mario Scarzella: «Voglio che Ilario faccia ancora parte di questa stupenda nazionale - ha esclamato commosso dopo la conquista dell'argento a squadre - Ilario Di Buò non è solo il capitano, è l'uomo che rende compatto lo spogliatoio, che sa rimboccarsi le maniche quando c'è da risolvere qualcosa nel gruppo. Uno come lui sarebbe difficile da sostituire - ha aggiunto Mario Scarzella - ed è stato capace di dimostrare il grande valore in una splendida finale. Bravi tutti i ragazzi e bravo anche Ilario. Lui forse ragazzo adesso non è più - dice - ma dopo sei partecipazioni olimpiche e due medaglie deve restare in azzurro. Ne abbiamo ancora fortemente bisogno».


«Ilario è stato eccezionale, ma resta un pizzico di delusione, poteva essere oro, era alla portata dell'Italia». Sono state le prime parole di Laura Di Buò, la moglie dell'arciere triestino tornato ieri sul podio olimpico con la conquista dell'argento nella prova a squadre. Una piccola, quanto momentanea delusione stemperata dalla immensa gioia provata ammirando nuovamente il marito ai vertici del tiro con l'arco internazionale: «Me lo sentivo - ha confidato Laura Di Buò - qualcosa alla vigilia mi diceva che era tempo di medaglia e così è stato. Conquistare l'oro contro la Corea sarebbe stato un traguardo storico e devo dire, per come stavano andando le cose, che poteva realizzarsi».

(f.c.)

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