«Dietro l’accoglienza non solo solidarietà»

«I tantissimi attestati di solidarietà ricevuti in questi giorni mi hanno davvero commosso, centinaia sono le persone che, attraverso mail, messaggi, facebook o, semplicemente, fermandomi per strada, mi hanno testimoniato la loro vicinanza e il loro affetto spronandomi ad andare avanti sulla strada intrapresa Grazie davvero a tutti».
Il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, torna nuovamente sulla vicenda della denuncia a Comune e Prefettura, effettuato dal Forum e da altre realtà cittadine per una presunta mancata assistenza ai profughi che avrebbe, addirittura provocato, la morte di uno di loro. «La reazione dei goriziani a questo episodio mi ha fatto comprendere che la città non ne può più di questa situazione e rifiuta categoricamente di trasformarsi in una baraccopoli solo per sostenere la campagna elettorale di qualcuno e per non "disturbare" gli altri comuni dell'Isontino - attacca Romoli- e continua a chiedersi il perché di questo assurdo "fervore" contro Gorizia». «Mi rendo conto - rincara il sindaco - che a certe persone può dare fastidio il fatto che non ci rassegniamo a veder sorgere sul nostro territorio tende e container vari per trattenere a Gorizia i rifugiati, ostacolando in tutti i modi la loro partenza verso altri lidi facendo chiaramente capire che, dietro tanta solerzia c'è ben altro che solidarietà umana».Romoli, quindi, chiama in causa la Regione: «L'assessore Gianni Torrenti dice che questo ente non ha competenza, come del resto il Comune e, allora, mi chiedo: perché fare un piano sulla distribuzione dei rifugiati sapendo che non sarà mai applicato? Sapendo che ci sono sindaci di sinistra che, a parlano di solidarietà ma non ospitano neppure un richiedente sul proprio territorio? Sarebbe più sensato e onesto dire che questo piano è un fallimento così come è un fallimento la tanto decantata integrazione. Ma come si può pensare di gestire centinaia di persone in un'unica città, mandandole a strappare l'erba o a dipingere palizzate? A parte il fatto che ci vorrebbero altrettanti "tutor" alle spalle di queste persone, Gorizia è una città di passaggio, dove non c'è una forte economia in grado di assorbire, anche se successivamente, questi migranti». «Inoltre - aggiunge - ho sempre ritenuto che far lavorare gratis la gente non porti all'integrazione ma allo sfruttamento».
Piena solidarietà al sindaco e al prefetto a seguito dell'esposto in procura per la vicenda dell'ospitalità ai richiedenti asilo dall’assessore comunale Francesco Del Sordi e dal consigliere comunale Alessio Zorzenon del circolo comunale di Fratelli d'Italia-An di Gorizia che hanno voluto attendere le prime reazioni per rispondere a quello che definiscono «un vero e proprio assalto politico da parte della sinistra estrema di Gorizia». «Arrivare al punto di accusare le istituzioni di omicidio colposo, più che un'azione di sciacallaggio politico - affermano - rappresenta un insulto a tutta la città e agli inquirenti che parlarono subito di incidente.. A fronte della spesa sostenuta dalla Prefettura per l'accoglienza (insufficiente?) pari a quasi 9 milioni di euro, chiediamo alla magistratura di indagare sul sistema di accoglienza e del perché ci si ostini a voler sistemare questa gente solo a Gorizia. Chiediamo poi di indagare e capire se questi centri sono o non sono a norma con le varie materie in termini di sicurezza, sanità, antincendio e urbanistici. O vogliamo attendere un incidente in quelle strutture? E poi finiamola di definire questa gente poveracci: anche in occasione della fiera di Sant'Andrea li abbiamo visti tutti sulle giostre o accampati nelle loro vicinanze, sempre con i loro smartphone o tablet all'ultima moda in mano».
Riproduzione riservata © Il Piccolo








