Dietrofront di Zagabria Ok al progetto pilota per le urgenze sanitarie

Il disco verde dopo una riunione tenuta al ministero Da luglio a Isola i pazienti del Buiese e dell’Umaghese

BUIE. Si partirà il primo luglio: è rientrato il pericolo di fallimento del progetto pilota europeo Emergency EuroRegion Slo-Hr 413, mirato a dirottare i casi sanitari urgenti del Buiese e dell’Umaghese all’ospedale sloveno di Isola e non a quelli di Pola e Fiume, accorciando così sensibilmente i tempi e rendendo più facile salvare vite umane.

Il disco verde è arrivato nei giorni scorsi, dopo la riunione a porte chiuse tenuta nella sede del ministero della Sanità a Zagabria, cui hanno partecipato il ministro stesso Milan Kujundzić, il direttore dell’Istituto per la previdenza sanitaria Lucijan Vukelić, Gordana Antić vicedirettrice dell’Istituto per la Medicina d’urgenza della Regione istriana e responsabile per la parte croata del progetto stesso; presenti anche il sindaco di Umago Vili Bassanese, la vice presidente della Regione istriana Sandra Cakic Kuhar e alcuni funzionari statali. La riunione era stata convocata all’indomani delle dichiarazioni del ministro Kujundzić secondo il quale il progetto stesso non andava attuato giacché avrebbe portato a discriminare i pazienti di altre aree confinarie del paese e in particolare quelli dell’Erzegovina, nel sud della Croazia.

Il “no” di Zagabria aveva scatenato fortissime reazioni, fra le quali quella del deputato italiano al Sabor Furio Radin che aveva invitato il ministro a ritornare su suoi passi. Voci critiche si erano poi levate da vari esponenti della politica istriana, in prima fila da Bassanese.

Come sottolineato in un comunicato diffuso dopo l’incontro dal Palazzo municipale di Umago, nell’incontro a Zagabria è emerso che l’assessorato regionale alla sanità non aveva informato del progetto l’Istituto nazionale per la previdenza sanitaria, per cui il piano stesso era stato portato avanti senza coinvolgere il soggetto che partecipa in concreto alla spese per la realizzazione.

Dunque, come detto agli inizi di luglio scatterà il progetto europeo che prevede che i pazienti del Buiese e dell’Umaghese, in condizioni di urgenza, potranno venire trasportati al vicino ospedale di Isola che dista da quelle aree venti o trenta minuti di ambulanza, rispetto ai sessanta-novanta che servono per raggiungere i nosocomi di Pola e Fiume. Una differenza notevole di tempo, che stando alle stime di vari studi su cui si è fondata la redazione del progetto permetterà di salvare fra le 50 e le 70 vite all’anno.

Sono state definite intanto anche le diagnosi in base alle quali i pazienti potranno essere trasportati al nosocomio di Isola: infarto miocardico per il quale il paziente deve essere sottoposto a intervento chirurgico entro un tempo di 90 minuti; ischemia; lesioni traumatiche con compromissione delle funzioni vitali dei pazienti. Il progetto sperimentale avrà una durata di due anni, e ha richiesto una spesa complessiva di 940 mila euro, grazie ai quali è già stata acquistata tempo fa, quale primo passo concreto, un’autoambulanza per il trasporto dei pazienti. —

P.R.

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