Dimezzati in cinque mesi i “portoghesi” a bordo

L’ad Semplice conta di recuperare in un anno quasi un milione di mancati introiti attraverso gli strumenti di deterrenza come videocamere e conta-passeggeri

Pier Giorgio Luccarini sospira. Trieste Trasporti attende pazientemente, insieme alle altre tre colleghe (Saf, Atap, Atp), il giudizio di revocazione da parte del Consiglio di Stato, su istanza di BusItalia e Autoguidovie, in merito alla gara per la gestione del trasporto pubblico. In un primo tempo sembrava che la decisione dovesse arrivare a fine gennaio e adesso siamo a fine giugno. Ovviamente l’unificazione operativa delle quattro aziende è bloccata: orari, call center, App ... Tutto fermo.

Aspettando il Godot amministrativo, Trieste Trasporti si concentra sulla gestione. Un capitolo importante riguarda la lotta all’evasione, cioè a chi non paga il biglietto. Rispetto al 2018 i risultati, secondo l’ad Aniello Semplice, sono molto buoni: nei primi cinque mesi del 2019 Trieste Trasporti ha recuperato il 50% di quanto si ritiene andasse perduto negli annio scorsi. Tradotto: l’azienda stima che il fenomeno dei “portoghesi” rappresenti poco meno del 10% degli incassi da vendita dei biglietti, quindi quasi 2 milioni di euro. Semplice ha visto che nel periodo gennaio-maggio si è verificato un aumento dei ricavi superiore al mezzo milione, riconducibile a una maggiore propensione dell’utenza all’acquisto del titolo di viaggio. Facendo una proiezione sull’intera annata, è presumibile che il minore introito dovuto ai “furbetti” venga parzialmente sanato verso una percentuale di “redenzione” pari al 5-6%.

«Abbiamo investito molto nella lotta all’evasione tra videocamere e conta-passeggeri - commenta il manager - ma non vogliamo migliorare la situazione a colpi di multa (70 euro, ndr), l’obiettivo è che le misure di deterrenza motivino l’utente “distratto” a privarsi di 1,30 euro per una corsa. Un sacrificio affrontabile».

C’è invece un tema strategico, che angustia Semplice: la velocità commerciale del trasporto pubblico triestino continua a essere piuttosto bassa, perchè da anni arranca attorno ai 17,5 kmh.

E’ un problema che va condiviso con le pubbliche amministrazioni, specialmente con il Comune. Perchè? Perchè una delle principali cause della lentezza dei bus triestini va addebitata alle “patologie” da sosta. Dal parcheggio in doppia fila al parcheggio alla fermata del bus fino alla sosta di camion e furgoni laddove non dovrebbero stare: gli autisti - dice Semplice - debbono fare acrobazie per passare con i mezzi ma la rapidità di manovra ne risente.

Comunque i “fondamentali” di Trieste Trasporti restano - conclude l’ad - decisamente favorevoli: 13 milioni di chilometri all’anno, 5500 corse al giorno per 160 mila viaggi. Ogni macchina porta una media di circa 40 persone a giro. Ogni chilometro di “tpl” costa 4 euro.—

Magr.

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