Dipiazza resta in silenzio dopo la querela Luccarini suona la carica: «Manca poco»

Silvano Trieste 28/03/2017 L'arrivo del Tram di Opicina
Silvano Trieste 28/03/2017 L'arrivo del Tram di Opicina

Il sindaco Roberto Dipiazza preferisce non dire più nulla sul tram di Opicina vista la querela dello scorso dicembre che gli ha fatto l’Ustif, l’organo del ministero delle Infrastrutture e trasporti che deve dare il via libera al progetto per la messa in sicurezza della linea. Il primo cittadino, insieme alla sua giunta, saranno però i protagonisti di un video satirico che dovrebbe essere pubblicato proprio oggi in occasione dei mille giorni di stop della linea 2. Chi lo ha visto in anteprima conferma che si tratta di un collage, chi lo ha realizzato sceglie invece di restare ancora nell’ombra.

A parlare è l’assessore ai Lavori pubblici Elisa Lodi: «Abbiamo inviato alla Regione il 23 marzo scorso il progetto con le modifiche che ora è stato mandato all’Ustif. L’impegno degli uffici è consistente per riuscire a riattivare la linea. Sono stati compiuti diversi incontri e riunioni per arrivare a una soluzione, stiamo facendo il massimo lavorando a testa bassa».

La linea 2 è di proprietà del Comune, è gestita però dalla Regione attraverso la Trieste Trasporti. Proprio il rinnovato presidente della partecipata Pier Giorgio Luccarini manifesta un certo ottimismo: «Ormai siamo in quello che possiamo ragionevolmente ritenere l’ultimo rettilineo prima della ripartenza. Per dare avvio alla riqualificazione della linea manca ancora qualche passaggio formale e poi, una volta ultimati i lavori, si potrà procedere con i collaudi. Si sta lavorando tutti in grande sintonia e con risultati che sono apprezzabili giorno dopo giorno: fra Comune, Regione, Ustif e Trieste Trasporti ci sono oggi collaborazione e dialogo costanti. Una collaborazione e un dialogo a cui tiene molto anche lo stesso sindaco che sta seguendo personalmente e con grande attenzione l’evolversi della situazione».

L’ottimismo si scontra però con il tempo: «È vero mille giorni sono tanti – aggiunge Luccarini – ma è un periodo purtroppo coerente con una burocrazia complessa e parcellizzata come quella italiana. Come altre volte ho avuto modo di dire, siamo tutti molto consapevoli del ruolo e della funzione, anche simbolica, che il tram ha per la città e la lunga attesa, ne sono certo, non farà che rendere ancora più bella la ripartenza. Da parte nostra, posso assicurare che Trieste Trasporti si farà trovare pronta un minuto dopo l’ultimazione dei lavori e il nulla osta dell’Ustif».

Chi osserva con attenzione l’evolversi della situazione è l’ex sindaco Roberto Cosolini, oggi consigliere regionale del Pd, che proprio sulla questione del tram era stato pesantemente attaccato durante il suo mandato. «Ricordo bene gli attacchi strumentali dell’opposizione», racconta: «All’epoca stavamo facendo dei lavori pesanti e il blocco era stato alla fine di 21 mesi. Mi viene da pensare cosa potremmo dire adesso che siamo a mille giorni e che si prospetta un periodo di attesa ancora piuttosto lungo. Non sottovaluto la complessità della questione, proprio perché ci sono passato. A questo punto però servirebbe avere una tempistica decente e nessuno si scandalizzerebbe per uno sbaglio di due mesi. Mi pare comunque di aver capito che difficilmente il tram prenderà servizio nel 2019».

Sullo scontro Dipiazza- Ustif, Cosolini, spiega che «l’organismo ha sempre fatto il suo mestiere che è di garantire la sicurezza dei trasporti su rotaia. Si tratta di programmare e fare le cose per mettere i funzionari nelle condizioni di eseguire i collaudi e concedere le autorizzazioni. Certo è che un’interruzione di quattro anni è un danno d’immagine pesante per un simbolo della città».—

A.P.

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