Dipiazza: strada a rischio, limite di 30 all’ora

«È l’unica misura possibile, i dissuasori non sono consentiti dalla legge»
Dissuasori di velocità, cartelli stradali che abbassino il limite da 50 a 30 all’ora, sensi unici regolati da semafori. O, ancora, appostamenti di vigili con l’autovelox. È passato di tutto, da almeno dieci anni in qua, per la testa di chi vive ai bordi del rettilineo di via Costalunga tra via Pagano e il cimitero, dove appena si fa mezzo passo fuori di casa ci si ritrova in mezzo alla strada. Una strettoia continua a doppio senso, soffocata dai muri, nata per i carri di campagna e adattata per necessità a un crescendo di auto e moto, protagoniste del traffico «contemporaneo». Ma le paure, le sollecitazioni e le idee per tamponare il pericolo da parte dei residenti, indirizzate a più riprese dalla Settima circoscrizione al Comune, non hanno trovato applicazione, per inghippi tecnici e soprattutto giuridici, a eccezione delle righe bianche orizzontali dipinte sull’asfalto, i cosidddetti «rallentatori ottici». «Purtroppo i dissuasori si possono mettere per legge soltanto nelle strade di quartiere, altrimenti li avrei piazzati in mezza città», sospira Roberto Dipiazza, che oggi in giunta detiene le deleghe alla vigilanza e al traffico.


È sconvolto, il sindaco, dalla fine del piccolo Davide: «In queste ore sono fuori Trieste, ma il comandante Abbate (il capo della polizia municipale, ndr) mi ha subito contattato per mettermi al corrente di questa tragedia. Esprimo le mie più sentite condoglianze alla famiglia del bimbo». Poi Dipiazza lancia quella che, secondo lui, è l’unica traccia percorribile: «Potrò studiare la riduzione a 30 all’ora del limite in quel tratto. Lì, però, la differenza la fa la testa della gente al volante, che spesso corre dove invece dovrebbe rallentare e usare la massima attenzione, al di là di ciò che impone un cartello. Questo vale per via Costalunga e per tutte le altre arterie strette che scendono dalla periferia, come via Commerciale o strada del Friuli». «Ben vengano i 30 all’ora - commenta Andrea Vatta, presidente della Settima circoscrizione - ma ci auguriamo che dopo vi sia la possibilità di intensificare i controlli sul rispetto del nuovo limite, anche con i telelaser. In quel punto, e non è l’unico della zona, i marciapiedi mancano e i veicoli corrono.


Il pericolo era stato già oggetto negli anni di mozioni e istanze da parte della circoscrizione. Il timore, insomma, c’era. E ora è successo. Sono scosso, quando ho saputo della tragedia ho pensato subito ai miei figli. Sono vicino alla famiglia di Davide». A ribadire che l’opzione dei dissuasori è impraticabile a livello normativo sono il comandante Sergio Abbate e il mobility-manager del Comune, Giulio Bernetti. «Sempre pronti a migliorare il livello di sicurezza sulle strade cittadine - precisa Abbate - e pertanto la riduzione del limite ai 30 all’ora può essere affrontata, fermo restando che si tratta di competenze dei tecnici dell’amministrazione e che a noi spetta il compito di far rispettare le regole introdotte. Molto però dipende dalla sensibilità del cittadino. Serve un alto grado di prudenza a prescindere da tutto».

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