«Dolce e discreta Amava i suoi mici»

La titolare di uno dei chioschi di fiori: «La vedevo tutti i giorni con le borse piene di cibo per i felini. E loro la aspettavano»
sterle trieste cimitero s anna
sterle trieste cimitero s anna

«La Pina? Era una persona meravigliosa. Era un’istituzione per il Gattile. La sua morte ci addolora profondamente».

A parlare è Carmen Berlan, una volontaria che conosceva bene la donna trovata morta - in circostanze misteriose - al cimitero di Sant’Anna. Racconta: «Pina andava al cimitero tutti i giorni. Portava da mangiare ai gatti i quali la aspettavano molte volte fin vicino al cancello principale. Le volevamo tutti un grande bene e tutti lì la conoscevano. Anche perché era una persona dolcissima e discreta. Per questo sono rimasta sconvolta quando ho avuto la notizia di quello che era successo». E aggiunge: «Mi vengono i brividi nel pensare che non potrebbe essere morta subito. Che è stata a terra bloccata e ha passato una terribile notte di agonia. Lì al cimitero quella notte pioveva e c’era anche freddo».

Poi prosegue riportando un episodio che la stessa Giuseppina De Faveri le aveva riferito. Dice: «Mi aveva raccontato pochi giorni prima della morte che era caduta in cimitero perché era inciampata. Forse aveva avuto un malore e poi si era subito ripresa. Era successo qualche settimana fa...».

Ma Pina De Faveri andava in cimitero anche per trovare i suoi cari. «Riposano - dice sempre la volontaria - nel campo 36 nella tomba di famiglia. A Trieste - prosegue - non aveva parenti se non una cugina anziana che è ospitata all’Itis. So che spesso la sentiva».

La gattara di Sant’Anna se la ricorda bene Nevenka Petaros, titolare di uno dei chioschi di fiori che si trovano davanti al cimitero, nel parcheggio. Racconta: «La vedevo tutti i giorni con le sue borse piene di roba da mangiare per i suoi mici. La Pina arrivava poco prima della chiusura del pomeriggio. Era una persona dall’aspetto esile, dolcissima. I gatti l’aspettavano anche vicino al cancello. Li conosceva tutti. Aveva messo delle “cuccette” vicino al portone dove i gatti stessi potevano ogni giorno trovare le crocchette. Addirittura preparava un pasto differente per ogni gatto. A volte li portava al Gattile per farli curare. Che brutta fine...». Poi aggiunge: «Mi pare impossibile».

Anche Giorgio Cociani, il presidente del Gattile, l’onlus sorta nel 1996 per ricoverare gatti liberi, sostenuta da offerte, donazioni e dal lavoro di una trentina di volontari tra cui anche Giuseppina De Faveri, la ricorda con profonda commozione: «La Pina era una brava persona. Si era presa questo impegno e amava profondamente gli animali. Non aveva mai mancato a un appuntamento con i suoi gatti. Andava in cimitero da tantissimo tempo. Era una socia storica - conclude Cociani - e sicuramente ci mancherà molto». (c.b.)

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