Dopo 44 anni un regolamento per le biblioteche comunali

Il testo precedente prendeva in considerazione solo la Hortis Quello proposto include anche le altre otto. Seguirà poi la “Carta dei servizi”



Dopo quarantaquattro anni sta per cambiare il regolamento delle biblioteche comunali di Trieste. E in questo caso il plurale è d’obbligo in quanto quello precedente risaliva al 1975 ed era relativo esclusivamente alla biblioteca civica Attilio Hortis.

Nel nuovo vengono menzionate, oltre alla già citata Hortis, le altre otto biblioteche civiche. Se n’è discusso in quinta commissione, presieduta dalla consigliera Manuela Declich (Lega), alla presenza dell’assessore alla Cultura Giorgio Rossi, della direttrice dei civici musei e biblioteche, Laura Carlini Fanfogna, e della responsabile del Servizio biblioteche civiche del Comune di Trieste, Gloria Deotto. Al regolamento seguirà una “Carta dei servizi”, documento stabilito dalla legge con il quale ogni ente erogatore di servizi assume una serie di impegni nei confronti della propria utenza riguardo i propri servizi, le modalità di erogazione di questi, gli standard di qualità e informa l’utente sulle modalità di tutela previste. Carta che, per Deotto, dovrebbe essere operativa prima della fine del 2019.

Un regolamento che giunge in commissione dopo aver incontrato il parere favorevole di tutte le circoscrizioni tranne la settima, che non ha risposto: la quarta ha chiesto l’eliminazione, al punto “a” dell’articolo 2, della parola “europea” dopo il termine “cultura”. E proprio sull’articolo 2 del documento è arrivata la prima domanda di chiarimento: la consigliera del Pd, Valentina Repini, al punto “f” ha chiesto l’inserimento del termine “interculturale” alla fine della frase “favorire l’integrazione sociale”. Con la presidente Declich che ha preso atto e fatto modificare sul posto.

Antonella Grim del Pd e Sabrina Morena di OpenFvg hanno sottolineato la mancanza di riferimenti specifici a progetti in itinere quali Nati per leggere e Patto per la lettura. La direttrice Carlini Fanfogna ha risposto sottolineando come «l’obiettivo è stato quello di realizzare un documento strutturato su di un’architettura normativa solida in maniera tale da poter allegare le successive modifiche». Deotto ha inoltre evidenziato come «piuttosto che il regolamento sarà la carta dei servizi a “regolamentare” questo tipo di attività».

Maria Teresa Bassa Poropat (Cittadini) ha chiesto lumi sulla partecipazione dei Comuni dell’ex provincia di Trieste al Sistema bibliotecario giuliano, nato lo scorso anno. Ha risposto l’assessore Rossi il quale ha affermato che, a parte Muggia, tutti gli altri Comuni hanno aderito.

Infine il consigliere pentastellato Gianrossano Giannini ha chiesto maggiore contezza del patrimonio librario delle singole biblioteche e del numero degli utenti per meglio inquadrare possibili iniziative previste dall’articolo 3 del nuovo regolamento. —



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