Doppia protesta in città Decine di rider in piazza e corriere dimezzate

Ieri gli scioperi dei fattorini e degli autisti  

le iniziative



Da una parte la protesta per il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro. Dall’altra la richiesta di un contratto vero e proprio. Ieri il trasporto locale e i rider del food delivery hanno scioperato a livello nazionale in segno di protesta.

A Trieste alle 10 il personale addetto agli autobus aveva aderito per il 54% - fanno sapere da Trieste Trasporti - all’iniziativa indetta dalle segreterie provinciali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl. Questo vuol dire che su 100 corse, ne sono rimaste ferme 46. Il trasporto è stato comunque garantito tra le 6 e le 9 e tra le 13 e 16. «Ma a noi risulta che il 76% abbia scioperato – commenta Antonio Pittelli, segretario della Fit Cisl Fvg -. L’iniziativa era dovuta al fatto che non sono stati riconosciuti adeguamenti economici dei salari fermi da tre anni». Aggiunge il segretario regionale della Filt-Cgil Valentino Lorelli, insieme al responsabile del Tpl Marco Sosol: «Evidente che ci troviamo davanti a una chiusura strumentale e tesa a scaricare sui lavoratori il peso dell’emergenza».

Ma la giornata di ieri è stata anche l’occasione di protesta per i rider che si occupano della consegna dei pasti per i diversi ristoranti che offrono in città anche l’asporto. La dimostrazione è stata portata avanti in tutto il Paese, nonostante la firma di un protocollo tra sindacati e aziende del delivery. «Questi lavoratori continuano a essere considerati autonomi e non subordinati - afferma Sasha Colautti di Usb-Lavoro privato, assieme alla rete Rider X i diritti -. L’accordo sottoscritto da Ugl e Assdelivery (che riunisce Deliveroo, Glovo, UberEats) non prevede malattia, ferie, né un salario minimo garantito». Nella prima metà della giornata a Trieste la maggior parte dei circa 200 lavoratori ha deciso però di non scioperare, non creando quindi disservizi. «Io a pranzo lavoro», ha sottolineato Mattia, 36 anni, che ha aggiunto: «Però stasera (ieri, ndr) mi fermo: meglio aderire che non fare nulla».

Chi ha aderito alla manifestazione si è ritrovato ieri alle 18 in piazza Goldoni, uno dei principali siti in cui gli operatori attendono gli ordini. I ristoratori principali - ha spiegato la presidente Fipe Federica Suban dopo una breve ricognizione con i colleghi - nel caso sin fossero determinati problemi, si erano comunque organizzati con propri fattorini. —



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