E già dal primo ottobre il treno arriverà a Barcola

«Tra pochi giorni un treno storico collegherà il Molo Quarto alla Centrale idrodinamica, già dal primo ottobre lo stesso treno arriverà quasi a Barcola». Lo ha ripetuto ieri all’Open day sul porto vecchio il sindaco Roberto Cosolini, volendo in questo modo dare la dimostrazione che la città non si ferma in attesa che vengano sviluppati i progetti a lungo termine e lo stesso commissario dell’Autorità portuale Zeno D’Agostino, prendendo brevemente la parola, ha affermato che da qualche tempo i metodi a Trieste sono cambiati «perché anche mentre parliamo, dietro a questo stesso Magazzino 26 sono in corso i lavori per ripristinare i binari» e ancora il sindaco ha aggiunto che sarà soltanto il primo step di una grande rivoluzione della mobilità oltre che attrattore per il turismo che a breve permetterà di prendere il tram a Opicina arrivare fino sulle Rive e saltare sul treno che in coincidenza porterà i passeggeri fino al lungomare di Barcola.
«Soltanto 18 mesi fa - ha sottolineato Cosolini - nessuno avrebbe immaginato che oggi saremmo già stati a questo punto. Alla norma sulla sdemanializzaione inserita nella Legge di stabilità e approvata nel dicembre 2014 sono seguite in rapida successione l’intesa tra Comune e Autorità portuale per la nuova linea di demarcazione, lo spostamento del Punto franco decretato dal prefetto, l’intavolazione delle aree, la nomina e l’avvio del lavoro dell’advisor, lo stanziamento dei 50 milioni da parte del Cipe ai quali qualcuno ancora non crede mentre sono certificati in tutti gli atti ufficiali, così come si parla a vanvera di speculazione immobiliare di cui questa operazione è invece agli antipodi. L’obiettivo - ha aggiunto - è l’integrazione tra servizio pubblico è business, ma è chiaro che qui sta anche lo spartiacque tra il tracollo demografico della città e la sua crescita. Il Porto vecchio deve trasformarsi da porto a porta sul mare per una grande parte d’Europa (ma i traffici della stessa area potranno crescere in Porto nuovo, ndr.) per far riacquistare a Trieste il suo storico ruolo di capitale d’area. Non travaseremo qui un pezzo della città lasciando vuota un’altra parte, ma ne innesteremo un pezzo nuovo con la crocieristica, i megayacht, le attività legate al mare, i centri di eccellenza nell’ambito di scienza e ricerca».
Prima della parte pubblica della presentazione che si è protratta per un paio d’ore, i lavori si sono aperti con una sessione tecnica in cui, dopo un’intervento introduttivo l’advisor ha illustrato le prime risultanze della propria attività di analisi e ha raccolto ulteriori spunti e idee dai vari soggetti interessati all’operazione. Il lavoro è incominciato da solo un mese ed Ernst&Young si è soffermato a lungo anche sulla radiografia della situazione attuale in Porto vecchio e sulle proposte di base, tutto già ben noto da anni anche a molti cittadini, il che ha suscitato qualche mugugno su presunte banalità in parte dell’esposizione.
(Silvio Maranzana)
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