È il triestino Metz il migliore d’Italia tra i sommelier

Si chiama Dennis Metz, è nato e vissuto a Trieste (tranne per le “stagioni” lontano da casa) e da qualche giorno è anche il miglior sommelier d'Italia. Un riconoscimento decisamente importante, che in qualche modo conferma la costante crescita della delegazione di Trieste dell'Ais (Associazione italiana sommelier). Va detto subito che le esperienze più significative il neocampione italiano le ha fatte lontano dalla propria città natale. Dennis Metz, 34 anni ed ex barman e cameriere nella nostra città, è stato sommelier a Le Petit Restaurant (una stella Michelin) a Cogne in Val d'Aosta, all'Hotel Cristallo e allo Sporting Hotel Villa Blu di Cortina d'Ampezzo e al Ristorante Cracco (due stelle Michelin) a Milano, conquistando il titolo di miglior sommelier della Valle d’Aosta (2012), il secondo posto nel 2011 al Master del Nebbiolo e il terzo come Ambasciatore del “metodo classico” (lo Champagne, per intendersi).
Com'è nata la sua passione per il mondo del vino?
È nata fondamentalmente dalla curiosità. Lavorando con vini e liquori ero interessato a saperne di più. Ho iniziato a frequentare il corso per sommelier e mi sono diplomato a Trieste nel 2007, poi mi sono chiesto: chissà se questa diventerà mai una professione. Da qui in poi devo ammettere che la mia crescita è stata veloce perché appena nel 2011 ho partecipato al primo concorso. Va detto inoltre che solo altre due volte il vincitore del Miglior sommelier d'Italia non era andato in finale negli anni precedenti, com'è stato nel mio caso.
Per raggiungere risultati di eccellenza in questo settore, conta più la predisposizione naturale, soprattutto nel distinguere aromi e profumi, o il lavoro quotidiano?
Tanto per fare un paragone sportivo, potrei dire che anche chi gioca a calcio nelle serie semiprofessionistiche talvolta si allena tante ore al giorno, ma non tutti diventano Ibrahimovic. Ad ogni modo, per ottenere risultati sono necessari molto impegno e fatica.
Cosa cambia per lei da oggi con questo riconoscimento quale migliore sommelier d'Italia?
Spero si aprano opportunità interessanti e gratificanti a livello professionale.
Adesso dove sta lavorando e soprattutto quali sono i progetti per il futuro?
Sto facendo consulenze per alcuni ristoranti, ma sono in attesa di ripartire, probabilmente a marzo, per una nuova stagione estiva. Per quanto riguarda il futuro, mi piacerebbe insegnare, in una scuola alberghiera o fare il relatore ai corsi Ais. È un mondo che mi appassiona molto e avrei desiderio di dare un contributo per insegnare ad altri ciò che ho imparato e magari avere tra gli allievi un successore come miglior sommelier d'Italia.
Per vincere il premio, assegnato al teatro “Elfo Puccini” di Milano, Dennis Metz ha dovuto superare altri 11 preparatissimi concorrenti, dimostrando perfetta padronanza nel riconoscimento dei vini, nelle tecniche di decantazione, nel servizio (anche in lingua straniera), oltre naturalmente all'abbinamento cibo-vino. La serata, inoltre, prevedeva anche il riconoscimento di quattro distillati, perché il sommelier Ais deve essere anche un esperto di questo settore oltre che del mondo dei liquori, delle birre, dei principali cocktail internazionali, della gastronomia e della cucina: un moderno tecnico della ristorazione a tutti gli effetti.
Riccardo Coretti
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