È morto Aldo Comelli Versa si ferma e piange il suo uomo simbolo

Romans. Alla notizia della scomparsa del popolarissimo Ado Comelli, che a 92 anni si è spento nella sua casa in via Gorizia, la comunità di Versa si è fermata, con grande commozione, comprendendo d’aver perso il suo simbolo, colui che si è lungamente speso per unire le generazioni uscite lacerate e divise dalla Seconda guerra mondiale, con quelle del periodo post bellico. Seriamente ammalato da qualche mese, il suo fare è rimasto combattivo e risoluto. Si diceva che era diventato un brontolone, ma ascoltando i suoi brontolii, si capiva che i suoi sottovoce erano pillole di saggezza, frutto della sua lunga storia fatta di sacrifici e tanto lavoro, compensati dalla gratitudine dei paesani ma pure dal Capo dello Stato, che nel 2014 lo nominò cavaliere della Repubblica, su proposta del Circolo “Fain”, che nel 2005 gli concesse il “Premio al lavoro, all’arte e alla professionalità”. Molto laborioso quanto saggio, umile e discreto, era sempre disposto ad aiutare tutti. In silenzio, forte dei suoi valori umani e sociali, si è speso con inesauribile entusiasmo per far crescere il paese. Alla “Scuola Regia d’arte industriale” ottenne la qualifica di “Scalpellino - Ornatista”. Lavorò a Mossa con lo scultore Bevilacqua, poi si mise in proprio realizzando molte opere, tra le quali la mensa dell’altare nella chiesa di Versa. A Trieste, ha lavorato come marmista. Assieme a Celso Macor, nel 1946 ha fondato a Versa, il Circolo ricreativo, ricoprendo la carica di presidente fino nel 1949. A Versa si è adoperato per la costruzione della sala parrocchiale e tante altre opere. Ha avviato l’attività teatrale e i campeggi estivi. Amante del canto ha fatto parte dei cori di Tapogliano e di Chiopris Viscone. Oltre alla moglie Maria, lascia i figli Gino, Maurizio e Stefano. Funerali ancora da fissare. —

E.C.

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