È morto Franco Pian talento di Inter e Legnano

Originario di Gradisca d’Isonzo aveva 96 anni e da tempo risiedeva in Lombardia Terzino tecnico e corretto giocò al fianco di Bearzot



Era un fluidificante mancino – come si diceva una volta – con la passione per la musica. È rimbalzata anche nell’Isontino, da cui la sua bella storia era partita, la notizia della morte di Franco Pian, ex calciatore professionista che ha vestito, fra gli altri, i colori dell’Inter. Pian (ritratto qui nella foto concessa dal Museo Lilla, Collezione Eugenio Raimondi) era originario di Gradisca d’Isonzo, aveva 96 anni e viveva ormai da sempre in Lombardia.

Originario del “rione” della Bruma, ove è nato il 16 febbraio del 1922, era il figlio del maestro Giovanni Pian, socio cofondatore dell’Itala Gradisca nel 1919, apprezzato insegnante elementare, compositore e organista nonché direttore del coro di voci maschili della chiesa gradiscana di Santo Spirito. Francesco Enea Pian, detto Franco, cresce nelle giovanili del Venezia che intravvede delle potenzialità in quel ragazzone che sa spingere e difendere sulla fascia mancina. La società lagunare lo cede dapprima vicino a casa, al Pieris, nel campionato di Serie C 1940-41, e l’anno successivo alla Salernitana per consentirgli di farsi le ossa. Rientrato al Venezia, viene nuovamente ceduto e prosegue la carriera nel Pro Gorizia, vincendo uno storico campionato di serie C. Nel 1947 viene acquistato dall’Inter: esordendo 5 ottobre a Genova, in un Sampdoria-Inter, 1-4; disputerà 3 stagioni con i neroazzurri, per un totale di 52 presenze. Con lui, sia col biancazzurro della Pro Gorizia che sotto i riflettori di San Siro, un altro friulano: l’amico Enzo Bearzot da Aiello, futuro ct della nazionale indimenticabile del Mundial ’82. Dopo l’Inter, per Pian, anche esperienze a Legnano (di cui diventerà bandiera, contribuendo a due storiche promozioni in A dei Lilla) e Biella. «Era un difensore molto tecnico, poco falloso - ricorda lo storico lilla Iginio Monti -. È stato un punto di riferimento della difesa. Quasi sempre presente, un punto fisso, lo ricordo come un giocatore corretto ed elegante». —



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