Elezioni comunali a Villesse, il candidato sindaco Burgnich: «Punto su volontariato»

Lo sfidante della sindaca uscente Viola parla del suo programma: «Occorre restituire il paese alla gente, la maggioranza si è chiusa in se stessa»

Marco Silvestri
Gianpaolo Burgnich
Gianpaolo Burgnich

Come è nata e che obiettivi ha la sua ricandidatura?

«Mi sono ricandidato perché ritengo che non sia accettabile che a Villesse si presentasse una sola lista e venisse meno quello spirito democratico che grazie alla presenza di due liste contrapposte ha sempre contraddistinto il paese e favorito la sua crescita. Pur tra le possibili contrapposizioni penso che sia sempre utile il dialogo e il confronto. L’amministrazione di un piccolo paese ha bisogno di risorse umane con opinioni diverse. Tutti i componenti della lista hanno preso l’impegno molto seriamente e hanno trasferito il loro entusiasmo in proposte».

Quali sono le priorità del suo programma elettorale?

«Restituire prima di tutto il paese alla gente. C’è stata da parte della maggioranza un chiudersi in se stessa all’interno del municipio che lascia perplessi i cittadini. Gli ultimi due sindaci continuano a ripetere come un disco rotto le parole democrazia, partecipazione e rispetto. Cose che poi sono loro per primi a non rispettarle. C’è poi da dare decoro al paese. Villesse non ha bisogno di opere pubbliche ma occorre sistemare quello che è in stato di degrado. È necessario il rifacimento delle rotonde che sono state danneggiate dai passaggi del camion e occorre anche un riordino della viabilità».

La sicurezza è un tema sempre caldo. Cosa intende fare per rendere il paese più sicuro?

«Villesse non ha mai avuto eccessivi problemi di furti. È vero che siamo in ritardo rispetto ad altri paesi con le telecamere di videosorveglianza. Il problema maggiore è che non abbiamo un vigile nostro e questo mi sembra incredibile. Come si può parlare di sicurezza se da anni non c’è un vigile. Le telecamere sono arrivate da un anno e non si capisce con quale criterio sono state collocate. La sicurezza che la gente vuole è quella di poter camminare per strada, rendere agibili i marciapiedi e di permettere ai bimbi di arrivare a scuola in sicurezza. A Villesse abbiamo tanti spazi pubblici ma ciò che una volta era l’attrazione del paese, un piccolo parco, uno spazio verde, la possibilità di giocare a calcio e minibasket in palestra, non c’è più. Bisogna partire da qui dai luoghi sicuri e tranquilli. A Villesse hanno distrutto tutto questo. Ci sono tanti soldi nelle casse comunali e abbiamo la palestra inagibile».

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La mancanza del medico di base è diventato un problema per la comunità. Cosa si può fare?

«I problemi della mancanza del medico di base sono iniziati con la precedente amministrazione. L’attuale sindaco si è limitata a bussare timidamente alla porta di Asugi. Bisogna inventarsi strategie che fino a oggi sono mancate completamente. Occorre saper chiedere e offrire qualcosa in cambio. Io ho delle idee molto semplici in testa ma non le dico perché domani le userebbero loro».

Quali sono due temi che le stanno particolarmente a cuore?

«Il volontariato e l’associazionismo. Io sono un fanatico. Sono quarant’anni impegnato a Villesse, nella comunità, e questi due temi li ho sempre affrontati con cura e attenzione. Ritengo importante poter dare ai volontari tutto quello di cui necessitano, consigli, interpretazioni normative, seguirli da vicino e aiutare le associazioni nelle pratiche burocratiche. Il mio obiettivo è ridare dignità al volontariato villessino occupandomi in modo particolare di due settori: lo sport per i giovanissimi, la socializzazione per gli adulti».

Tre parole che caratterizzerebbe il suo mandato?

«Il ricominciare, l’ascoltare e il dare risposte. Ricominciare a camminare per il paese come facevo quarant’anni fa quando la gente mi fermava per strada ed ero disponibile al contatto, al rapporto, alla chiacchierata. Ascoltare la gente e dare le risposte. Io sembravo antipatico perché dicevo anche no, non è possibile. Ci sono cose che si possono fare e cose che non si possono fare. In questo sono sempre stato chiaro. Mi rimetterò a disposizione della gente a partire dalle passeggiate che mi erano solite perché il contatto io non lo rifiuto, anzi sono sempre pronto al dialogo e al confronto».

 

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