Esperti a confronto su città sostenibili e diritto all’inclusione
Sostenibilità, spazio, rigenerazione urbana e umana: sono i termini alla base del concetto di diritto alla città, affrontato ieri nel workshop al Magazzino 26, uno dei quattro appuntamenti triestini all’interno del Festival dello sviluppo sostenibile. Obiettivo promuovere buone pratiche rivolte alla sensibilizzazione e alla sperimentazione di un nuovo modo di pensare lo spazio pubblico, finalizzato alla costruzione di una città inclusiva e cosciente, allo scopo di raggiungere il maggior numero di obiettivi dell’Agenda 2030.
«Ci sono vari esempi di città inclusive - Lucia Krasovec-Lucas, presidente della sezione triestina di Aidia, Associazione donne italiane ingegneri e architetti e curatrice del workshop -. È il caso di Malmö, Berlino, Vienna». E Trieste? «C’è tanto lavoro da fare - prosegue -. Si parla solo di Porto vecchio senza tenere conto che gli spazi dell’antico scalo sono solo un tassello di un asse rappresentato dalle Rive, che parte da Miramare per arrivare alla torre del Lloyd, uno spazio che in Europa si può paragonare per lunghezza al Parc de la Villette di Parigi».
Quindi una città non solo sostenibile, ma anche inclusiva e cosciente, che per Krasovec-Lucas è frutto di «una rete di città ed esperti nelle varie discipline in ambito europeo, un luogo dove le scienze e le tecnologie mettono al primo posto il benessere della comunità, una città che cura il bene comune e l’essere umano». Tutto questo, per Krasovec «significa poter cambiare il nostro spazio di vita cambiando noi stessi».
Al workshop sono intervenute, tra le altre, Ludovica Scarpa, docente di Teoria e tecniche di comunicazione e trattativa allo Iuav di Venezia, per la quale «è importante capire noi stessi e gli altri per star bene». Presente anche la ravennate Silvia Savorelli, dell’Aps “Sguardi in Camera”, che ha proiettato il film “Dentro e fuori’. Un lungometraggio che, come spiega l’autrice, «è stato realizzato con film di famiglia e amatoriali che rappresentano, in un periodo che va dal 1953 al 1973, le donne dentro e fuori casa» . –
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