False vendite di articoli hi-tech Oscurati tre siti di e-commerce

giro d’affari di due milioni di euro  

Computer, droni, telefonini e tantissimo materiale tecnologico a prezzi super vantaggiosi. Peccato che dopo il pagamento la merce non arrivasse mai. Un giro di affari da due milioni di euro che ieri è stato fermato grazie alle indagini della Polizia postale di Trieste, che ha bloccato tre siti web e sta cercando di individuare i responsabili dell’articolata truffa.

Le prime segnalazioni erano arrivate il 24 ottobre scorso dai clienti del sito “sottocosto.online”, che fa riferimento a una società con sede a Trieste. Il portale offriva materiale tecnologico a prezzi scontatissimi al punto da riuscire a fare numerose vendite. Dopo il pagamento però iniziavano le scuse per prendere tempo attraverso delle mail: la merce è in ritardo, i fornitori non l’hanno ancora consegnata, stiamo procedendo alla restituzione dei soldi. Alla fine i venditori smettevano di rispondere alle richieste che arrivavano anche al telefono. Dopo le prime denunce gli agenti della Questura di Trieste hanno effettuato diversi sopralluoghi nelle sedi delle società titolari dei siti web indicate nella visura catastale, tutti uffici però vuoti e abbandonati. Nel corso delle settimane l’inchiesta ha coinvolto anche la Polizia postale di Roma, ed è stata coordinata dai sostituti procuratori Federica Riolino e Pietro Montrone.

Oltre al sito “sottocosto.online” sono stati individuati altri due portali che operavano in modo analogo “www.offerteazero.it" e “www.marashopping.it". Il Gip in aprile aveva dato il via libera al sequestro preventivo di tutti i siti, e i malviventi avevano aperto un nuovo portale, sequestrato ieri, all’indirizzo “prezzipazzi.net". Le indagini hanno portato a individuare dieci conti correnti utilizzati per ricevere i versamenti, oltre a numerose utenze telefoniche e Sim di cellulari che i truffatori hanno usato per le comunicazioni sia tra di loro che con i clienti.

Il primo passo in queste inchieste di polizia, decisamente complesse visto che i truffatori si trovano anche fuori dall’Italia, è quello di bloccare i siti per evitare che ulteriori persone possano cadere nel tranello. In seguito si cercano di individuare i responsabili e le somme di denaro ottenute illecitamente. La Polizia postale può aiutare in caso di dubbi il portale “www.commissariatodips.it” un vero e proprio ufficio relazioni con il pubblico. Un altro consiglio è diffidare dei negozi online che offrono ribassi tanto alti su prodotti di consumo. Nel caso dei siti bloccati era stato messo in vendita un Macbook Pro della Apple con uno sconto di 400 euro sul prezzo di listino di 1.600 euro. Il cliente ha perso i soldi e non ha mai ricevuto il computer: una doppia beffa. —

A.P.

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