Festa del vino in crescita vince su cucina ed eventi «Nel 2020 sarà ampliata»

La sessantaduesima edizione della Festa del vino si chiude per la Pro Loco, organizzatrice della manifestazione assieme al Comune, con un bilancio positivo, di pubblico e di qualità dell’offerta enogastronomica, degli eventi, delle scelte logistiche.
Nonostante qualche neo che l’associazione non cerca di mettere sotto silenzio. Vedi i problemi all’impianto audio del concerto, affollatissimo, dei New Trolls venerdì sera. «Il service che ha gestito l’evento non è stato impeccabile – spiega Carlo Blasini, del direttivo della Pro Loco –, mentre i due black out che hanno interrotto il concerto non sono imputabili al service, ma alla rete di distribuzione elettrica». Qualsiasi sia stata la causa, la storica band non è apparsa per nulla contenta della serata, pure condotta e conclusa con professionalità. Sul palco, poi, prima dell’inizio dell’esibizione ha dato spettacolo quello che Blasini definisce come un “super fan”, ma che il resto del pubblico sembra aver piuttosto etichettato come un ubriaco.
«È l’unica nota negativa, onestamente, perché quest’edizione ha avuto un maggiore afflusso di pubblico – sottolinea Blasini – e non ci sono stati incidenti, anche perché sono anni che lavoriamo per caratterizzare la festa come un appuntamento adatto a tutti e in particolare alle famiglie». La scelta anche quest’anno è stata quindi quella di puntare sulla qualità delle etichette e dell’offerta gastronomica, sulla realizzazione di eventi collaterali molto apprezzati come i cooking show, in particolare quelli con Andy Luotto, e i convegni dedicati sia all’enologia sia alla pesca e al pesce, che in questa sessantaduesima edizione si sono conquistati una spazio importante. La Cooperativa pescatori ha offerto il prologo alla manifestazione, festeggiando il suo centenario, e rimanendo presente in piazza nei giorni successivi con la sua cucina a base di prodotti ittici.
E poi il “salotto buono” della festa creato all’ombra del campanile del duomo, in via Sant’Ambrogio, dall’associazione World Music, dal locale Brocante e dal Consorzio culturale del Monfalconese. Un esperimento riuscito, secondo gli organizzatori, a vedere il grado di soddisfazione dei produttori che hanno accompagnato i loro vini nello spazio di Kolin, i tavoli prenotati per la cena a partire dalla giornata di giovedì, l’attenzione con cui sono state seguite le presentazioni delle tipicità regionali dall’aglio della Val di Resia al “pan di sorc” , dalla pitina al “Tirimesu bisiac” , che domenica ha fatto il tutto esaurito. Tant’è che sono presto andati a ruba i 150 assaggi realizzati da Flavia Cosolo, figlia di Mario, il patron del ristorante Al Vetturino e inventore del dolce, riconosciuto Prodotto agroalimentare tradizionale dal ministero delle Politiche agricole. «Credo sia un’iniziativa che il prossimo anno potrà essere riproposta e ampliata», afferma Thomas Peres, titolare del Brocante. Nonostante la presenza dell’area attrezzata e di un sorvegliante della stessa, via Sant’Ambrogio attorno alle 3 di domenica è stata teatro di uno scontro tra giovanissimi italiani e rumeni. «Nemmeno ubriachi credo, perché prima stavano festeggiando assieme, all’esterno di un locale che non vende alcolici, e poi hanno iniziato a litigare” , racconta Blasini, ha chiamato le forze dell’ordine. —
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