Fido entra “per legge” in negozi, bar e ristoranti

TRIESTE. “Noi dobbiamo restare fuori”. Quel cartello poco gentile, che impediva ai cani di entrare in negozi e ristoranti, in Friuli Venezia Giulia sarà presto sostituito con il più accogliente “Noi possiamo entrare”. La legge 107/2011 “Norme per la tutela degli animali da affezione”, frutto di un testo del Pdl e di uno della Lega Nord, legge che nelle prossime settimane sarà discussa in Consiglio, introduce il libero accesso degli amici a quattro zampe negli esercizi commerciali, negli uffici aperti al pubblico, in parchi e giardini. Purché l’animale venga tenuto al guinzaglio e, se previsto, con la museruola.
I titolari dei locali, tuttavia, avranno la possibilità di chiedere precisi divieti ma dovranno prima comunicarlo al sindaco. «Finora vigeva un’incertezza generale – spiega Roberto Novelli, relatore per il Pdl –: i proprietari dei cani non sapevano come comportarsi e allora si attenevano ai cartelli di divieto che, in realtà, non avevano alcun fondamento normativo».
La legge regolamenta una serie di altre misure, volte soprattutto a proteggere e a difendere gli animali. Oltre alla creazione di una banca dati regionale all’Anagrafe canina, per legge sarà impedito l’accattonaggio e l’utilizzo di cani per combattimenti, la vendita a minorenni e il possesso in numero o in condizioni che possano causare problemi igienici o sanitari. Altra novità riguarda i cuccioli: secondo la norma non dovranno più essere separati dalla madre prima dei due mesi d’età. «È stata poi introdotta la garanzia del buon trattamento da parte di chi chiede in affido un animale – annuncia ancora Novelli – e la creazione di Centri regionali per animali esotici, anche pericolosi. A ciò si aggiunge lo stanziamento d’incentivi da parte dei Comuni per chi adotta un animale abbandonato, offrendo assistenza veterinaria, cibo o denaro per il benessere dell’animale stesso». La proposta di legge vieta, infine, l’uso di metodi violenti per l’addestramento e impone il soccorso a un animale ferito. «Grazie anche alle nuove normative Ue e nazionali – riflette il consigliere del Pdl – cani, gatti e quanti ci tengono compagnia, sono divenuti a tutti gli effetti soggetti titolari di diritti ed è dovere del loro proprietario, oltre che delle istituzioni, garantirne il benessere». Un articolo della norma, peraltro, fa divieto a chiunque sia stato riconosciuto colpevole di maltrattamento e crudeltà nei confronti di animali, di detenerli per almeno cinque anni. «La necessità di varare il provvedimento al più presto – commenta Novelli – consentirebbe all’amministrazione di emanare tutti gli ulteriori provvedimenti regolamentari e amministrativi che andrebbero a colmare un settore tutt’oggi non considerato. Al contempo si potrà predisporre una convenzione-tipo per i Comuni e i canili e le tariffe minime per il mantenimento dei cani in Friuli Venezia Giulia».
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