Filma la raccolta dei rifiuti e viene denunciato dai vigili

Esposto per diffamazione presentato in Procura davanti alle insinuazioni sul web Isambiente non aveva potuto separare per un conferimento errato nei cassonetti 
Bonaventura Monfalcone-17.08.2017 Controlli-Vigli urbani-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-17.08.2017 Controlli-Vigli urbani-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura



Ci sono voluti dodici anni, per perfezionare fin qui il sistema di raccolta dei rifiuti attraverso la modalità del porta a porta. Una modalità vituperata dai detrattori, già al centro di referendum per minare la decisione degli allora amministratori di introdurre la spartizione domestica e quotidiana di umido, plastica, carta, vetro e secco residuo e invece stoicamente portata avanti da sinistra e verdi come panacea al contenimento della relativa tassa, oltre ovviamente alla responsabilizzazione dei cittadini verso l’ambiente. Un tema oggi particolarmente in voga, dopo l’attivismo di Greta Thunberg.

Ora, nella querelle sul porta a porta s’inserisce però un nuovo capitolo, un inedito elemento di tensione: la critica sui social network. Un dissenso veicolato con tanto di video. Che finisce all’attenzione della Procura. La scena di un recente intervento in centro degli operatori di Isa Ambiente (gestore del servizio di asporto dell’immondizia), avvenuto sotto gli occhi della Polizia locale, è stata infatti ripresa, con ogni probabilità attraverso la videocamera di un telefonino, da un residente. L’attività, seguita dall’alto – si presume da una finestra o una terrazza – per un certo lasso, concerneva il prelievo di alcuni scarti dai cassonetti su strada, svuotati in uno dei grandi camion sferraglianti di Isa. Sullo sfondo due agenti in servizio, che sembravano seguire l’operazione.

Ebbene il video, postato su alcune bacheche e pagine dei social, poi condiviso da altri utenti sulla scia del “noi (sottinteso cittadini, ndr) facciamo la differenziata, e loro?”, ha finito con l’alimentare supposizioni anche non propriamente edificanti sull’intervento reso dai dipendenti. Tant’è che il Comando di via fratelli Rosselli, evidentemente sentendosi leso nella sua professionalità, martedì ha inoltrato una segnalazione all’autorità giudiziaria.

Certo, bisognerà vedere poi se la Procura lascerà cadere il caso sulla presunta diffamazione oppure vorrà avviare indagini, ma non capita sovente che la Polizia locale decida di compiere un simile passo, che prevedibilmente aprirà un dibattito sul diritto di critica dei cittadini. Fermo restando che le opinioni, in via generale, non possono mai oltrepassare limiti ben precisi, costituiti dal rispetto della verità e dall’interesse pubblico, nonché dal linguaggio consono.

Proprio questo sembra essere il punto: i fatti reali. Nelle discussioni scaturite dai social, dal punto di vista della Polizia locale, si farebbe «intendere che la spazzatura, nonostante la differenziazione a monte, finisce gettata via tutta assieme, vanificando così gli sforzi dei cittadini». E, per giunta, sotto gli occhi degli agenti. Dunque «un fatto gravissimo». Non a caso, sempre sui social, è intervenuto anche l’assessore alla Raccolta rifiuti e vicesindaco, Paolo Venni, spiegando come l’azione ripresa riguardasse un intervento di polizia ambientale, durante il quale, a fronte di conferimenti irregolari, si sarebbe dovuto giocoforza svuotare nel camion del secco residuo il pattume. «Mi auguro – così il numero 2 del municipio – che il video postato non sia solo un maldestro tentativo di gettare discredito sull’ottimo lavoro della nostra società Isambiente e sul lavoro di questa amministrazione». –



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