Firenze dedica una piazza a Hrovatin e Ilaria Alpi
Ventidue anni fa, il 20 marzo 1994, la giornalista Ilaria Alpi e l'operatore triestino Miran Hrovatin vennero uccisi in un agguato a Mogadiscio, in Somalia, mentre svolgevano un'inchiesta giornalistica. Oggi, a 22 anni dalla loro scomparsa, una piazza li ricorda a Firenze. Il Comune del capoluogo toscano ha fatto propria la proposta della Comunità delle Piagge, il comitato locale che si è fatto promotore del riconoscimento alla loro memoria.
Alla cerimonia ufficiale, prevista sabato con la posa delle targhe da parte del Comune di Firenze, è stata invitata anche la Fondazione Luchetta, Ota, D'Angelo, Hrovatin, nata all'indomani dei quattro lutti che nel 1994 colpirono il mondo del giornalismo triestino. La presidente Daniela Luchetta racconterà lo spirito con cui è nata la onlus che da allora opera a Trieste a favore dei bambini vittime delle guerre o incurabili nei loro Paesi d’origine.
Di questo - e delle ultime novità sulla Fondazione - la presidente Daniela Luchetta parlerà a Firenze anche il giorno successivo, nel corso dell'incontro pubblico “Inaugurazione di piazza Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Alla ricerca di verità e giustizia nel ricordo dei giornalisti uccisi perché sapevano troppo” organizzato dalla Comunità delle Piagge insieme a Mariangela Gritta Greiner, già presidente dell'associazione Ilaria Alpi.
Fra le novità che riguardano la Fondazione, va poi segnalato l’arrivo dall'Iraq del piccolo Hathal, sopravvissuto al genocidio che nell'agosto 2014 la comunità Yazida ha subito dall'Isis. Il bimbo, che fa parte dei 400mila Yazida riusciti a fuggire nel Kurdistan iracheno perché perseguitati dall'Isis, è malato di emofilia, una malattia ereditaria che comporta una grave insufficienza nella coagulazione del sangue.
Riproduzione riservata © Il Piccolo








