Firmata l’intesa tra Regione e Authority Portorosega fa hub con lo scalo di Trieste

Firmata l’intesa per il passaggio gestionale del porto di Monfalcone dalla Regione all’Autorità di sistema del mare Adriatico orientale. Ieri pomeriggio in Azienda speciale porto la sigla dell’atto conclusivo dell’iter tra il governatore del Fvg, Massimiliano Fedriga e il presidente dell’Autorità di sistema, Zeno D’Agostino. «Un passaggio importante per il futuro dello scalo di Monfalcone –ha esordito il governatore – abbiamo lavorato assieme agli uffici per raggiungere questo obiettivo come amministrazione pubblica per dare risposte prima di tutto gli operatori portuali. C’erano troppi soggetti coinvolti nello scalo, troppo complicato per attirare nuovi investitori. Abbiamo messo assieme due leggi per una gestione unitaria dello scalo con gli operatori protagonisti e accanto anche il Comune per lo sviluppo economico del territorio. Tutti gli enti hanno fatto un passo indietro per senso di responsabilità per garantire lo sviluppo. E tutti i proventi che deriveranno dalla gestione saranno reinvestiti qui».
Un bellissimo “regalo di Natale” che ci facciamo e facciamo al territorio. L’ha definito così il presidente D’Agostino che ha aggiunto: «Messi assieme, il porto di Trieste e quello di Monfalcone creeranno valore, l’abbiamo ribadito anche oggi (ieri ndr) nel Comitato consultivo e in quello gestionale. Si è creato un clima di dialogo a Monfalcone che dovrà continuare e crescere perché il sistema logistico si arricchisce, adesso iniziamo a lavorare, si è realizzato un sistema logistico unico, mettendo assieme i due scali si è voluto semplificare la gestione amministrativa».
È stata davvero una giornata epocale quella di ieri per il porto, in Comitato di gestione, presente anche il Comune con il sindaco Anna Cisint, è stato approvato in via preliminare lo schema di intesa con la Regione poche ore prima della firma con la Regione. Ma è stata firmata anche l’intesa con il Comune sulla variante per il piano regolatore portuale.
Una chiusura rapida per definire l’assetto dello scalo entro la fine dell’anno in modo da partire subito con il primo gennaio. Il passaggio ufficiale infatti avverrà dal 31 dicembre.
E nei mesi successivi dovrà essere anche sciolto il nodo del passaggio degli stessi dipendenti dell’Azienda speciale porto di Monfalcone all’interno dell’Autorità di sistema. Lo ha confermato lo stesso segretario generale dell’Authorithy, Mario Sommariva ieri presente a Monfalcone per lo storico passaggio. Da mesi oramai è stato aperto nella sede dell’Azienda speciale un ufficio direzionale dell’Autorità di sistema per preparare il passaggio sotto la guida di Franco Giannelli.
Diversi mesi fa inoltre La Camera di commercio della Venezia Giulia che governa l’Azienda speciale ha sottoscritto un accordo per il passaggio della stessa Azienda e dei terreni retroportuali all’Autorità di sistema per 5 milioni che verranno pagati in 10 anni. Ora è tutto pronto per il decollo. Tra gli invitati alcuni operatori e tra questi Sergio Penso della Cetal e Gian Carlo Russo della Compagnia portuale di Monfalcone.
«È stato fatto un regalo alla città che ora non avrà soltanto come faro di sviluppo economico la navalmeccanica, ma anche la portualità nell’insieme dell’economia del mare – ha sottolineato il sindaco Cisint – oggi si è anche definita l’intesa sulla variante localizzata del nuovo piano regolatore. Dobbiamo iniziare a correre, il mercato non aspetta. E per il 2020 mi aspetto di risolvere il problema dell’escavo del canale di accesso al porto».
Soddisfatto anche l’assessore alle infrastrutture Graziano Pizzimenti: «Siamo riusciti a far capire che le sinergie si possono creare e qualsiasi imprenditore che voglia investire in Fvg troverà risposta univoca perché c’è un unico soggetto che potrà parlare per i porti». Quello della logistica è, accanto la ricerca, uno degli «assi portanti dell’economia regionale» ha confermato lo stesso Fedriga ribadendo che «Porti e interporti ora costituiscono un unico hub logistico del Fvg da cui non si arriva ma si parte. Siamo riusciti a fare squadra». L’obiettivo è puntare ai mercati del Far East ma anche dell’Est, gli unici che crescono economicamente a livelli di 5-6 punti percentuali. —
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