Forza Italia prende altro tempo sul via libera alle pistole ai vigili

Nella maggioranza restano dubbi fra gli azzurri sulle modalità dell’armamento Pioggia di domande dai consiglieri. Seduta sospesa: la discussione ripartirà il 13
Silvano Trieste 19/03/2017 Incidente in via Rossetti
Silvano Trieste 19/03/2017 Incidente in via Rossetti



Non ci sarà alcuna forzatura e la delibera che doterà 100 agenti della Polizia locale, su base volontaria, di pistola non brucerà le tappe. Ieri i lavori della Sesta commissione del Comune, presieduta da Salvatore Porro di Fdi, sono proseguiti a lungo, al punto che è arrivata la sospensione con un aggiornamento per fornire le risposte alle oltre 40 domande poste dai consiglieri.

«Torneremo su questo tema – ha spiegato Porro – il 13 novembre per dare il tempo al vicesindaco Paolo Polidori e al comandante Walter Milocchi di preparare le risposte tecniche. Sono comunque certo che la norma verrà approvata entro questo mese anche dal Consiglio». Le posizioni sono note, l’unico partito della maggioranza al momento non convinto al 100% è Forza Italia con visioni articolate al proprio interno. Bruno Marini preferisce non sciogliere la riserva: «Diciamo che ci sono alcuni punti che per me sono fondamentali, considero molto importante quello di non portare le armi a casa». Alberto Polacco in ogni caso confida che «la scelta di non armare tutti i vigli, ma solo una parte, sia la sintesi giusta tra le diverse posizioni che abbiamo». Anche per Michele Babuder alla fine il partito sarà compatto «perché abbiamo del personale capace e in grado di gestire al meglio le pistole che sono indispensabili per poter ampliare l’orario notturno. Bisogna poi dare la possibilità alla Polizia locale di accedere al sistema di identificazione in uso alle altre forze dell’ordine».

Proprio la mancanza di accesso al sistema è uno dei punti che faranno votare “no” al Movimento 5 stelle. Gianrossano Giannini ha spiegato che «siamo contrari all’armamento avendo studiato con attenzione il tema». Le altre criticità sono legate per il M5s al fatto che «la Polizia municipale ha compiti soprattutto amministrativi, ci chiediamo poi come si possa pensare di presidiare una città di oltre 200 mila persone armando 100 agenti, forse sarebbe più opportuno assumere personale. Gli agenti sono considerati poi operatori di pubblica sicurezza solo quando sono in servizio. E queste sono solo alcune delle numerose perplessità che abbiamo».

Contrario anche Roberto De Gioia (Psi-Verdi): «Trieste è da sempre una città civile dove i vigili sono rispettati. Anche se siamo nel 7% delle città dove non sono armati non penso siano cambiate le condizioni visto anche il calo dei crimini nonostante la percezione inversa. Abbiamo lanciato la sperimentazione con i teaser, vediamo come va a finire, forse bastano quelli. Al limite – conclude scherzando – potremmo fare un referendum tra i cittadini per capire cosa ne pensano». Anche il Pd è contrario: «Siamo comunque in attesa dei chiarimenti necessari – ha spiegato Laura Famulari –, in particolare vogliamo capire cosa succederà a chi non aderirà all’armamento, che riteniamo non necessario per le caratteristiche di Trieste». —



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