Frana, chiusa la Costiera

TRIESTE Una valanga di pietre, terriccio e alberi si è abbattuta sulla Costiera sopra Grignano, vicino all’hotel Riviera. Ad aprirsi è stata la ferita mai curata della terra, vecchia di anni: è bastato l’«aiuto» di 24 ore di pioggia per causare lo smottamento.
Alcuni grossi pini sono stati trascinati fin sulla strada dallo smottamento del pendio, in quel punto piuttosto accentuato. Dopo avere abbattuto le reti di protezione i tronchi sono rotolati per qualche decina di metri portando con sé radici, sassi e un mare di terriccio diventato fango. Sull’asfalto, poco oltre il parcheggio del Riviera in direzione Monfalcone, sono finiti almeno 60 metri cubi di pietre.
È successo l’altra notte sotto una fitta pioggia. L’allarme è scattato attorno all’1.30. Una pattuglia della polstrada aveva appena superato l’albergo: a quell’ora i due agenti stavano iniziando il turno di servizio in autostrada ed erano diretti verso lo svincolo di Sistiana. Il poliziotto al volante ha inchiodato energicamente fermandosi a mezzo metro da un albero che ingombrava la carreggiata. Dopo meno di mezz’ora la Costiera è stata chiusa. E rimarrà off-limits in entrambi i sensi di marcia almeno fino alle 10 di domani.
Le dimensioni del fronte della frana non sono ancora state ben definite: cinquanta, sessanta metri ma forse anche di più. Certo è che la massa ha abbattuto in tre punti la rete di protezione che si trova sopra il muraglione, esattamente tra il civico 34 e il 43. Ma prima ha spazzato anche le altre protezioni sistemate a mezza costa.
«Spero che riusciremo per giovedì mattina (domani appunto, ndr) ad aprire il tratto interessato, ma sarà comunque solo a senso alternato», ha sottolineato Gianfranco Macuglia, capo centro dell’area Trieste e Gorizia di Fvg Strade e regista dell’intervento al quale hanno partecipato fin dalle prime luci dell’alba una ventina di tecnici. Prima delle 5 del mattino i tecnici di Fvg Strade hanno effettuato una difficile operazione di “pulizia” e parziale disboscamento del versante dal quale è caduta la frana. Una piccola collina di detriti si è accumulata su una corsia. Intanto sono arrivati scavatrici e camion. E sono state fissate corde e reti provvisorie. In breve è stato individuato il punto in cui si è aperta la ferita sul monte. A metà costone si vede il marrone del fango.
Il terreno che ha ceduto è quello adiacente al confine con il parco di villa Stavropulos; e sottostante - di circa 50 metri - alla linea ferroviaria. La villa è di proprietà comunale dal 1961. E già in passato il terreno vicino era pericolosamente franato.
Ma ora a preoccupare è l’evolversi della frana certamente favorita dalla natura arenacea-marnosa del terreno e dalle frequenti, recenti piogge. Che il terreno sia in movimento si capisce dagli alberi rimanenti piegati verso la linea di costa.
I tecnici di Friuli Venezia Giulia Strade come detto sono al lavoro per la messa in sicurezza, che certo non richiederà pochi giorni. Perché inevitabilmente i lavori dovranno riguardare anche e soprattutto il terreno che si è aperto ed è franato. «La Costiera è un eterno cantiere», ha chiosato Macuglia.
Il traffico intanto è stato bloccato dalle pattuglie della polizia locale e dai volontari della Protezione civile all’altezza dello svincolo di Sistiana e al bivio di Miramare. Transenne sono state anche posizionate a ogni incrocio della Costiera con le strade che salgono sull’altipiano. Sono stati attivati i display sull’autostrada e le auto dirette a Trieste sono state dirottate sull’altipiano. A metà mattinata sono rimasti a guardare la ferita della terra solo alcuni ciclisti e camminatori. Che dopo i primi raggi di sole, approfittando della chiusura al traffico automobilistico, si sono appropriati della strada in quel punto ricoperta dal fango per tutta la sua ampiezza. Intanto i camion con i cassoni riempiti con i detriti e gli alberi tagliati facevano la spola fino alla discarica.
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