Francesco, la vita spezzata di uno studente modello

Oltre a guadagnare qualche euro per mantenersi gli studi, eccelleva nel canottaggio e accompagnava i disabili. La disperazione della fidanzata

TRIESTE «Francesco ritorna! Amore non andartene!». Un urlo straziante è echeggiato lunedì pomeriggio a pochi metri dal palasport mentre la pioggia incessante bagnava il dolore di decine di persone che si erano radunate davanti al PalaTrieste. Tutti si sono girati verso una ragazza che con le mani sul volto urlava tutta la sua disperazione: aveva appena saputo che il suo ragazzo, il suo Francesco, non c’era più. Travolto da una massa di alluminio. Un uomo, appena uscito dal luogo del disastro, guardandola negli occhi e con un appena percettibile cenno, le aveva fatto capire che la vittima del crollo era proprio lui. Francesco. Silvia aveva appreso del crollo al PalaTrieste dal tam-tam di sms e di contatti sulla rete cominciato subito dopo il collasso del palco.

Accompagnata da un’amica si era precipitata in via Flavia con il cuore in tumulto. Sapeva che Francesco si trovava lì per raggranellare qualche euro. La famiglia Pinna è stata informata da due agenti di Polizia. La drammatica notizia li ha raggiunti nella loro casa di via dello Scoglio. Ora accanto a loro c’è la sorella maggiore di Francesco, Caterina. Padre impiegato di Poste Italiane e madre commessa in un negozio di abbigliamento, Francesco negli ultimi anni si era sempre dato da fare per guadagnare qualche centinaio di euro per mantenersi gli studi. Uno studente modello. Come altri giovani si era rivolto alla cooperativa On Stage mettendosi a disposizione per lavori di facchinaggio. Così è andato incontro al suo destino. Amici e conoscenti parlano di Francesco come di un ragazzo con la testa sulle spalle, serio, onesto, operoso.

«Era maturo, educato – ricordano le insegnanti che per anni lo hanno avuto come alunno – il primo della classe, bravo soprattutto nelle materie scientifiche. La sua famiglia gli è sempre stata vicina supportandolo in tutte le sue attività anche extra scolastiche». Così bravo e diligente Francesco, che nel dicembre del 2010, a pochi mesi dal suo esame di maturità in Costruzioni navali, era stato premiato anche dallo stesso Nautico che a fronte degli eccezionali risultati scolastici aveva deciso di conferirgli la targa “San Giusto”, il premio che la scuola di piazza Hortis riserva ai diplomati che si distinguono per risultati e impegno. Lo studente che negli ultimi anni praticava con passione il Jett Kune Do, l’arte marziale inventata da Bruce Lee, in passato aveva fatto parte della grande famiglia del canottaggio, vogando tra il 2003 ed il 2005 con i colori del Saturnia di Trieste coni quali aveva conquistato anche due titoli regionali nelle categorie giovanili. Da un anno Francesco Pinna frequentava la facoltà di Ingegneria. Lo studio e lo sport non gli avevano però impedito di continuare il suo impegno sul fronte del volontariato. Fin da quando aveva 17 anni accompagnava persone con gravi disabilità in gita per iniziative organizzate da diverse associazioni di volontariato locali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti:palatrieste

Riproduzione riservata © Il Piccolo