Friuli Venezia Giulia: addio a 566 posti, l’edilizia non riparte

TRIESTE. Nonostante qualche cenno di risveglio trasmesso dall’immobiliare, il settore dell’edilizia e delle costruzioni in regione ancora non riparte. Nel giorno in cui l’osservatorio nazionale Ance documenta da Roma che l’emorragia di imprese e occupazione si è attenuata ma che la frenata della crisi non significa ripresa, a livello territoriale Ance Fvg certifica a sua volta la persistente difficoltà del settore, esaminando le statistiche delle Casse edili, che raccolgono attività industriali e artigiane.
Statistiche che fotografano il panorama operativo delle sole costruzioni, al netto degli impiegati e dell’indotto. Al 31 maggio 2015 - quindi una rilevazione fresca e attendibile - gli operai censiti erano 8332, 556 unità in meno rispetto al 2014, percentuale stimabile a poco più del 6%. Dopo cinque mesi del 2015 il numero di imprese regionali ammontava a 1912 unità rispetto alle 2080 aziende dell’anno precedente: una flessione di 168 unità, superiore all’8%.
L’andamento relativo alle singole province necessita di alcune chiavi di lettura. Se parliamo di manodopera, è Trieste l’area ad aver sofferto maggiormente, scendendo dai 1872 addetti del 2014 agli attuali 1587, circa 300 unità in meno, in buona parte riconducibili - secondo fonti Ance - al termine dei lavori a Porto Piccolo.
In difficoltà anche Pordenone, dove il calo di addetti gira attorno ai 200 posti, mentre Gorizia limita la flessione in una trentina di unità lavorative. Tiene Udine, la realtà quantitativamente più rilevante, sia in termini di occupazione - da 3951 a 3920 addetti - che di imprese - da 848 a 833. Più sensibile il fenomeno delle chiusure aziendali a Trieste, dove le ditte passano da 436 a 395, e soprattutto a Pordenone, che registra una vera e propria picchiata di cessazioni tale da portare il numero delle imprese attive da 562 a 483.
Dall’osservatorio nazionale Ance i riscontri statistici sul Friuli Venezia Giulia non inducono, a loro volta, all’ottimismo: l’associazione, che ha propri strumenti di rilevazione e di valutazione, calcola che nel primo trimestre 2015 gli occupati, considerando stavolta anche l’indotto (che nel settore è molto significativo), sono crollati del 21,5%. E, sempre riferendosi al perimetro allargato all’indotto, l’intero mondo collegato all’edilizia e alle costruzioni ha perso 1735 imprese nel periodo 2008-2013 con un calo del 13,4%.
Insomma, un bilancio pesante che accerta un forte depauperamento su tutto il fronte settoriale: guardando all’arco temporale 2008-2015, i posti di lavoro persi superano il 40% e le imprese cessate il 30%.
Tuttavia Ance Fvg non demorde e spera che il sistema-Regione consenta un “rimbalzo” favorevole. Il recupero degli edifici inagibili, gli adeguamenti energetici, le ristrutturazioni scolastiche, i finanziamenti alle Ater dovrebbero smuovere la depressione. Da un pacchetto di grandi opere, programmate sul territorio triestino, Ance Fvg si attende un importante traino: l’ospedale di Cattinara, la Piattaforma logistica, il termovalorizzatore. Insomma, aspettando il pubblico: perchè i finanziamenti per edilizia residenziale nel primo trimestre sono scesi di un altro 0,5%.
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