Generali apre il 2014 con utili in crescita

Nel primo trimestre profitti saliti del 9,4% e la produzione dell’1,5%. “Battuti” gli analisti. Greco: «Ancora strada da fare»
Di Luigi Dell’olio

MILANO. Il 2014 di Generali è iniziato meglio del previsto. Il gruppo assicurativo ha chiuso il primo trimestre con 660 milioni di euro di utile netto, in crescita del 9,4% rispetto allo stesso periodo del 2013. Il consensus degli analisti si attestava a quota 608 milioni e questo spiega perché il titolo ieri ha limitato i danni a Piazza Affari (-0,85%) in una seduta che ha visto l’indice Ftse Mib crollare del 3,61% dopo il dato sul Pil italiano nei primi tre mesi dell’anno.

«Questa è una buona trimestrale - ha osservato l’amministratore delegato del gruppo, Mario Greco - però vorrei abbassare un po’ i toni perchè quello che conta sono i risultati annuali». Mancano ancora tre trimestri, «c’è della strada da fare», ha commentato. «L’accusa che Generali fosse una società con poco capitale - ha continuato Greco - che doveva ricorrere agli azionisti per avere più capitale non era facile da sopportare, la stiamo eliminando con i fatti».

Ecco le cifre. L’utile operativo del Leone è cresciuto dello 0,5%, a quota 1,29 miliardi, mentre la produzione complessiva è risultata in crescita dell’1,5% a 18,48 miliardi. Su quest’ultimo fronte, il merito è stato tutto del segmento vita, trainato dalla performance nel mercato italiano (+27% nel confronto con il primo trimestre del 2012ì3), oltre che dei prodotti linked (+20,5%), che hanno uno spiccato contenuto finanziario. Il ramo danni è rimasto invece stabile a 6,4 miliardi di euro, un risultato non scontato alla luce delle difficoltà che stanno caratterizzando il segmento Rc Auto nella Penisola. Nel segmento finanziario il risultato operativo cresce del 21%, attestandosi a 144 milioni grazie soprattutto al buon andamento di Banca Generali. Il buon andamento dei mercati azionari ha contribuito anche a sostenere il patrimonio netto di gruppo, che negli ultimi tre mesi considerati è salito del 9,9%, raggiungendo quota 21,7 miliardi di euro.

Alla luce di questi risultati, il coefficiente di solvibilità Solvency I si è attestato a fine marzo al 152% (contro il 141% del 31 dicembre 2013), per poi salire al 160% a fine aprile, il dato più elevato mai raggiunto dalla compagnia triestina. Secondo Equita Sim «i risultati sono migliori delle attese e di buona qualità», nonostante la debolezza del segmento danni. Gli analisti ritengono comunque che sia ancora da verificare l’impatto sulla redditività «del significativo calo dei tassi» e per questo motivo confermando la raccomandazione “hold” sul titolo, con un prezzo obiettivo di 17,9 euro, che rappresenta uno spazio di rivalutazione vicino alla doppia cifra percentuale. Una conferma è arrivata anche da Deutsche Bank, ma in questo caso si tratta di un “buy” con target price a 19,80 euro. Secondo gli analisti tedeschi, i dati della trimestrale evidenziano i primi segnali del programma di ristrutturazione avviato dal management. Dello stesso avviso è anche Bank of America Merrill Lynch, che ha confermato a sua volta la raccomandazione d’acquisto, con il prezzo obiettivo fissato a 19 euro. La sua valutazione riguarda anche l’annuncio dell’avvio di trattative esclusive tra il gruppo assicurativo e Btg Pactual per la cessione di Bsi. «Con questo annuncio Generali è sulla buona strada per la realizzazione del piano» industriale, spiegano gli esperti. La cessione potrebbe consentire alla società triestina di centrare con largo anticipo (o quanto meno avvicinare) il target di 4 miliardi di euro dalle dismissioni entro il 2015. Finora in cassa sono entrati 2,4 miliardi di euro e la vendita dell’istituto di credito elvetico dovrebbe generare non meno di un miliardo, anche se da Trieste sperano di arrivare a un miliardo e mezzo. A quel punto basterebbe la cessione di qualche altra piccola partecipazione per completare l’opera.

Intanto Paolo Scaroni si è autosospeso dal cda. L’ad uscente dell’Enel, spiega Generali, «ha reso noto di aver ritenuto opportuno procedere in tal senso alla luce di un’interpretazione prudenziale» delle norme e «in conseguenza della sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Rovigo per violazioni ambientali alla centrale di Porto Tolle dell’Enel». Toccherà a una delle prossime riunioni del board esprimersi in merito.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo