Gherghetta lancia il candidato Kovatsch

Proposta estrema davanti alla spaccatura del centrosinistra a Grado: «Rischiamo di perdere ancora, si punti sul commissario»
Di Roberto Covaz
Bonaventura Monfalcone-19.06.2013 Presentazione nuova commissione per A2A-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-19.06.2013 Presentazione nuova commissione per A2A-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

GRADO. «Se il commissario del Comune Claudio Kovatsch decidesse di scendere in campo per le Comunali sarei curioso di vedere chi non lo appoggerebbe».

Parole del presidente della Provincia Enrico Gherghetta, molto deluso dal Pd di Grado dopo la sostanziale spaccatura del partito tra i candidati Luciano Cicogna ed Elisabetta Medeot.

Gherghetta, cos’è successo nel Pd a Grado?

«Spiego quello che non è successo. Ed è un errore molto grave politicamente. Parto dalla bella manifestazione, trasversale e partecipata, a difesa dell’automedica. Mi sarei aspettato che il Pd cogliesse questo spirito di appartenenza dei gradesi, decisi a far valere i loro diritti. Il Pd avrebbe dovuto farsi carico e offrire ai gradesi, a tutti i gradesi, un punto di riferimento che superi l’antica dicotomia destra e sinistra. Grado poteva diventare il primo laboratorio dove si sperimenta un nuovo modo di intendere la politica: mettere al centro la comunità».

Come si sarebbe potuto fare?

«Con le primarie. Le facciamo ovunque tranne a Grado. Così ha voluto il circolo gradese in nome di una sorta di autodeterminazione che vale evidentemente solo sull’isola».

Perché non le piace il candidato sindaco Luciano Cicogna?

«Non è un fatto personale. È il punto di partenza politico ad essere sbagliato. Ancora una volta assisteremo a una campagna elettorale che divide invece che fare sintesi per risolvere i problemi dei gradesi. Grado oggi, grazie all’attenzione della Regione, ha notevoli possibilità di sviluppo. Ma bisogna stare uniti, assieme, basta con le divisioni che hanno portato alla ripetuta ingovernabilità del Consiglio comunale».

E magari c’è pure il rischio che non vinca il Pd o chi si ispira al centrosinistra?

«Certo che esiste questo rischio. Che ha un nome preciso: Roberto Marin. Ecco, lui rappresenta la vecchia politica della divisione, della contrapposizione spinta, dei commissariamenti, dei processi penali».

Quale errore imputa alla sua pupilla Elisabetta Medeot?

«Lei è stata corretta, ha chiesto le primarie e il circolo ha detto no. Poi ha raccolto oltre 700 firme a sostegno della sua candidatura. Un trionfo se pensiamo che gli iscritti a Grado nel Pd sono circa 600. Le primarie aperte a tutti erano un’occasione unica per il Pd. Avrebbe significato voltare veramente pagina».

Al commissario Kovatsch sono tributati unanimi consensi. Lo appoggerebbe se volesse presentarsi alle elezioni con una civica?

«Tutto il centrosinistra dovrebbe appoggiarlo. Kovatsch è l’incarnazione di quello che dovrà essere la nuova politica: mettere al centro tutti i cittadini. Kovatsch è un galantuomo, ascolta tutti e tutti per lui sono importanti alla stessa maniera. Un uomo capace di aggregare e non di dividere. Sì, appoggerei Kovatsch sindaco e Medeot vicesindaco. Però temo che perderemo anche questa occasione: quando l’ho proposto al Pd di Grado hanno fatto finta di non sentire».

Elisabetta Medeot in questo momento è del Pd o è stata espulsa?

«Il Pd di Grado non è in condizione di espellere nessuno. Né Medeot, né Gherghetta. Pensi piuttosto agli interessi dei cittadini».

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