Già 400 firme nella petizione per proseguire i lavori in viale
. Hanno raggiunto quota 400 le firme raccolte in poco meno di un mese, a Ronchi dei Legionari, per chiedere al sindaco Livio Vecchiet di non aspettare oltre, di andare avanti e di permettere alla ditta incaricata di procedere con i lavori di sistemazione di almeno un tratto dello storico viale Garibaldi. Ci sarà tempo ancora per una quindicina di giorni se si vuole aderire alla petizione, poi, i suoi promotori, i consiglieri di Insieme per Ronchi Renato Chittaro e Giovanni Del Prete, consegneranno le firme nelle mani del primo cittadino. Nella speranza che i lavori, bloccati lo scorso mese di gennaio, ancor prima di partire, possano finalmente decollare.
A decretare lo stop, ricordiamolo, era stata una segnalazione inviata alla Soprindenza dal Pd, più precisamente a firma del consigliere Enrico Masarà. All’origine del blocco proprio la lettera inviata da Masarà, con la quale è stato lanciato l’allarme per il destino dei grandi ippocastani che costeggiano il viale, alberi centenari visto che sono stati piantati all’inizio dell’Ottocento quando i viali Serenissima e Garibaldi, allora viali Principe Umberto e Filippo Emanuele III, furono realizzati secondo il progetto dell’architetto Max Fabiani. Alcuni di questi sarebbero stati abbattuti e sostituiti da altri esemplari della stessa specie. Da allora tutto si è arrestato e dagli enti preposti non è arrivata alcuna risposta. «C’è l’esigenza di andare avanti – sostengono i promotori delle petizione – perché la situazione precaria è davanti agli occhi di tutti. Avremmo avuto la possibilità di veder sistemato un tratto di marciapiede e invece siamo bloccati da una burocrazia miope e da una battaglia politica che non porta a nulla di buono. Nessuno ha mai proposto di togliere di mezzo gli alberi, ma ci sono alcuni esemplari che sono malati da tempo, sono instabili e spesso sono stati protagonisti della rovinosa caduta di alcuni rami. Ecco perché c’è la necessità di intervenire e di non aspettare oltre».
Molti, in questi anni, hanno messo in risalto le enormi criticità degli alberi. Diversi sono morti e molti rami, anche di enorme entità, sono crollati a terra. Dei 189 di un tempo ne sono rimasti sì e no 140. Già a gennaio scorso, subito dopo la segnalazione giunta alla Soprintendenza, l’amministrazione comunale aveva fatto pervenire tutto il progetto e la relazione dell’agronomo, Ivan Snidero. Riconoscendo l’elevato valore paesaggistico e urbanistico degli ippocastani di viale Garibaldi, Snidero, già nel 2013, aveva riscontrato che parassiti e inquinamento avevano minato lo stato di salute delle piante. «È prevedibile – aveva scritto allora l’esperto – che siano destinate a essere sostituite». Ma nulla si è fatto da allora e nulla si farà se, dalle autorità competenti, non arriverà un via libera o se, come richiesto dalla petizione, il sindaco non si assumerà la responsabilità di andare avanti e di autorizzare l’impresa a iniziare i lavori che, secondo un primo cronoprogramma, potrebbero protrarsi per alcuni mesi. –
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