Giovane di San Canzian vittima della banda dello spray

È stato derubato di due collane mentre ballava alla festa Random alla Fiera di Udine. La testimonianza nel processo  al Tribunale di Udine

Gli spintoni, ripetuti. Lo smartphone acceso, a simulare la ripresa di un video. La collanina della preda agganciata con le dita e poi strappata con forza. E, a mali estremi, lo spray al peperoncino nebulizzato per vincere la resistenza dei soggetti da rapinare. Un canovaccio che la banda dello spray ha adottato anche nella notte tra sabato 25 e domenica 26 marzo, due anni fa, nei padiglioni della fiera di Torreano di Martignacco, durante la festa Random.

Il processo a carico di Andrea Tricoli, Amedeo Buscemi, entrambi ventenni, e Vittorio Scimone, 26 anni, è entrato nel vivo ieri, quando davanti al tribunale in composizione collegiale (Paolo Milocco presidente, a latere Mauro Qualizza e Nicolò Gianesini) sono sfilate le parti offese, i giovani che in quella serata furono rapinati dalla “gang dei genovesi”, come è stata ribattezzata anche durante il dibattimento.

«Ero con degli amici e stavamo ballando all’interno del padiglione – ha spiegato un trentatreenne sandanielese che il 25 marzo di due anni fa aveva partecipato alla festa teatro della rapina –. Attorno alle 23.30 mi sono sentito spingere alla schiena, più volte, da un soggetto che poi ha strappato la collana d’oro. Mi sono chinato perché ho sentito il crocefisso cadere a terra e in quel momento ho visto due ragazzi scappare». Assieme a un amico, l’uomo ha poi individuato i due autori del blitz, segnalandoli alla security in servizio quella sera. Dopo una mezz’ora, tuttavia, i due erano già nei padiglioni a colpire ancora, come confermato da un altro rapinato, un ventiquattrenne di Cordenons, che si è visto strappare una catenina del valore di circa cinquecento euro attorno a mezzanotte.

Peggio è andata a un coetaneo di San Canzian d’Isonzo, preso di mira poco dopo. Spinto a più riprese mentre stava ballando con degli amici a centro pista: «Ho visto un ragazzo basso che riprendeva con un cellulare e, giustificandosi per i continui spintoni mi diceva di essere ubriaco. A un certo punto ho sentito una mano che afferrava e strappava con forza le due collane d’oro che indossavo», una da 18 e una da 36 carati, per un valore di quasi 4 mila euro. Dopo un primo tentativo andato a vuoto, il rapinatore ha spruzzato lo spray al peperoncino, facendo rovinare a terra il giovane bisiaco, poi soccorso dal personale di un’ambulanza e costretto poi da un fastidio alla mano rimediato nella caduta a ricorrere alle cure del Pronto soccorso di Monfalcone.

Assenti in aula gli imputati, difesi dai legali Chiara Antola, Stefano Faccio e Anna Serafino. La prossima udienza è fissata per il 7 gennaio. —



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