Giunta battuta in commissione Stop ai soldi per la chiesa di Cavana
Scacco alla giunta. I consiglieri comunali fanno tribolare l’assessore alla Cultura Giorgio Rossi rinviando la sua proposta di donare 28 mila euro alla Diocesi per la pala d’altare della chiesetta di Cavana. In risposta Rossi scomoda le Scritture per bollare di «farisaismo» la loro posizione.
Ieri mattina la seconda commissione, presieduta dal dipiazzista Roberto Cason, ha visto l’approdo della delibera presentata da Rossi in persona. Da subito questa ha trovato l’opposizione del capogruppo M5S Paolo Menis, già annunciata nei giorni scorsi, e dell’esponente forzista Bruno Marini. Quest’ultimo ha posto l’accento sul carattere fortemente histrocattolico della sua impostazione politica: «Non posso certo essere definito anticlericale, semmai scherzando “basabanchi”». Marini ha ricordato come, in veste di consigliere regionale, abbia ottenuto per le chiese di Trieste centinaia di migliaia di euro, ad esempio per Monte Grisa o Sant’Antonio Nuovo: «Ma questi sono interventi fatti su casi di degrado grave, quello proposto mi pare invece improprio per il Comune. È il classico compito per la Fondazione CRTrieste». Marini ha quindi chiesto il ritiro della mozione o la destinazione dei fondi in beneficienza. Numerosi i consiglieri intervenuti in seguito: Sabrina Morena di Sel, Antonella Grim del Pd, la civica Maria Teresa Bassa Poropat, Elena Danielis del M5S, Everest Bertoli della Lega. Per Grim servono «ulteriori approfondimenti»: «Che il Comune curi il patrimoni delle confessioni di Trieste è una cosa giustissima. Nella fattispecie mi pare però vadano chiariti alcuni aspetti, anche perché non si capisce per quale motivo debba essere una delibera di Consiglio e non di giunta». Anche per Bassa Poropat si tratta di una mossa «inopportuna»: «Bene farebbe Rossi a ritirarla, anche per evitare di mettere in imbarazzo tanto il Consiglio quanto la Curia. Si tratta proprio del classico lavoro da Fondazione».
Perplessità anche dal Carroccio. Così Bertoli: «Il testo stesso della delibera spiega che contributi simili non sono disciplinati dal Regolamento comunale in proposito. Se le regole son queste, è il caso di approfondire. In tutta serenità, noi chiederemo un parere all’avvocatura sulle legittimità della spesa. Anche perché tutti possono sbagliare, di infallibile c’è solo il Papa».
Queste posizioni han fatto perdere le staffe a Rossi, che non ha ritirato la delibera e anzi ha risposto con toni che molti consiglieri hanno deprecato. Allora i commissari hanno votato ad ampia maggioranza (13 a 2) una proposta del dem Marco Toncelli per il rinvio della delibera. A favore solo i dipiazzisti Francesco Panteca e Cason.
Commenta Rossi: «Questa delibera è un atto di cortesia della città verso la Diocesi. Il progetto coinvolge un artista importante ed è legato alla storia di Trieste. Diamo soldi a tutti, dalla Barcolana alle associazioni sportive, non si capisce perché questo no. Mi ricorda l’atteggiamento farisaico di chi criticava la donna che unse i piedi di Gesù con olio profumato e voleva vendere l’olio per darlo ai poveri. Quell’uomo si chiamava Giuda Iscariota. Dopodiché il Consiglio è sovrano. Votino quello che vogliono». —
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