Gli scavi a Palazzo Biserini svelano un muro d’età romana

Individuato un blocco di pietra databile attorno al I secolo d.C. e collegato alla strada litoranea di cui sono emersi  tratti in via del Teatro romano



Continua a restituire reperti di età classica l’area che da Cavana arriva fino a Campo Marzio: l’ultima sorpresa è un complesso sistema di strutture, realizzato tra il I secolo d. C. e l’età tardoantica individuato proprio nella corte centrale di Palazzo Biserini, interessata dai lavori per la riorganizzazione funzionale e spaziale del piano terra della Biblioteca Civica.

«Gli scavi stratigrafici – ha spiegato la direttrice della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Fvg, Paola Ventura – hanno individuato un possente muro che si dispone in diagonale lungo l’intera superficie della corte ed è con ogni probabilità da mettere in relazione con la strada litoranea documentata a partire dal I secolo d. C. , di cui sono stati già individuati diversi tratti da via del Teatro romano, alla adiacente area retrostante l’edificio della Curia Vescovile».

Pare si tratti di una struttura muraria connessa con opere di terrazzamento e sistemi di drenaggio e canalizzazioni, disposte lungo l’ultima falda del pendio collinare affacciata sull’antica fascia costiera, che all’epoca correva poco distante dall’antica pista. «L’attuale ritrovamento – ha proseguito Ventura – conferma quindi l’andamento della strada a suo tempo ipotizzato, ma rivela anche come essa iniziasse già qui a salire. Inoltre si è evidenziato come in questo settore urbano la costa dovesse essere più avanzata – per intenderci verso l’attuale Lanterna – perché sul lato mare e su un terrazzo inferiore rispetto al tracciato viario si addossavano resti di altri edifici».

A causa dell’eccessiva profondità rispetto alle quote attuali, non si è potuto indagare in maniera completa ma si è eseguito un carotaggio la cui lettura potrebbe offrire un ulteriore punto di riferimento per la stratigrafia di questo settore. I resti più antichi infine appaiono nascosti da un’imponente struttura, forse una torre, inquadrabile tra il IV ed il V secolo, che si appoggia perpendicolarmente ai resti della strada e che taglia le opere idriche e di terrazzamento. –



Riproduzione riservata © Il Piccolo