Gorizia, finisce a processo per un abuso edilizio ma è morta da 14 anni

GORIZIA È finita a processo con l’ipotesi di accusa di abuso edilizio, ma la donna è già morta da tempo. Il decesso era avvenuto nel 2006, in Slovenia. Una donna nata nel 1914. Rimasta “viva” fino all’avvio del processo. Certo è che oggi avrebbe avuto 105 anni.
Gabrijela Gradnik, il suo nome, era comproprietaria di un fabbricato, una sorta di baracca di legno poggiata su una base di cemento situata nella zona delle Casermette, al confine con la Slovenia.
Era il 2015 quando il Comune di Gorizia aveva individuato la particella catastale sulla quale aveva riscontrato il presunto abuso edilizio. Al Tavolare la particella catastale era risultata intestata alla donna e ad un comproprietario.
Da qui s’era pertanto incardinato il procedimento, nonostante la particolare longevità della slovena che allora di anni ne avrebbe comunque avuti 101.
Sta di fatto che, al Tribunale di Gorizia, davanti al giudice monocratico Iorio, è stato dichiarato il non doversi procedere nei confronti dell’imputata per estinzione del reo.
Ciò sulla scorta del certificato di morte che il legale difensore, avvocato Ottavio Romano, ha depositato durante la precedente udienza, e che mercoledì è stato convalidato avvalendosi di un traduttore, con il conseguente stralcio dal processo.
È evidente che il procedimento proseguirà per il comproprietario del fabbricato, rappresentato dall’avvocato Dario Obizzi, il quale sostiene invece che la particella catastale individuata dal Comune sia errata, non corrispondente all’effettiva proprietà intavolata al proprio assistito.
Intanto sono stati ascoltati i primi testimoni. Una situazione al limite, dunque, tenendo conto del fatto che la donna risiedeva ed è deceduta in Slovenia, vicino a Lubiana. Ma anche che a “prolungare” la vita dell’imputata è stato proprio il Tavolare, non essendo stato aggiornato poiché quantomeno gli eredi non avevano nel frattempo provveduto alla relativa successione del bene.
Il certificato di iscrizione di proprietà pertanto manteneva il nominativo della slovena e si è affiancato anche il certificato di morte. —
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