Gradisca ora incassa i fondi per “l’ottovolante” Dandini

C’è già chi la chiama simpaticamente “ottovolante”. Di certo adesso ci sono i fondi non solo per la sua progettazione, ma anche per la sua realizzazione. Di più: l’inizio dei lavori potrebbe avvenire nel secondo semestre dell’anno. Di costa stiamo parlando? Della nascitura rotatoria all’incrocio “Dandini” di Gradisca, uno dei punti più critici della viabilità cittadina e provinciale, teatro di numerosi sinistri negli ultimi anni.
La soluzione tecnica individuata, come da progetto, pare poter essere una rotatoria dalla forma allungata, quasi quella di un “otto”, appunto. Concetti confermati all’amministrazione comunale nelle persone del sindaco Linda Tomasinsig, dell’assessore all’Urbanistica Alessandro Pagotto e della comandante della Polizia Locale Nadia Piccolo da Luca Vittori, direttore della Divisione Nuove Opere di Strade Fvg.
L’importante intervento volto alla messa in sicurezza dell’intersezione stradale fra le vie Udine (Strada regionale 305), Roma e Venuti era infatti stato recentemente inserito nel piano delle nuove opere della società che gestisce le arterie regionali. E confermato nel passaggio di consegne fra i governi Serracchiani e Fedriga. «Da tempo – spiega l’assessore Pagotto – avevamo evidenziato la situazione di criticità che caratterizza l’intersezione “Dandini”, sia in riferimento ai veicoli a motore che alle utenze ciclabili e pedonali. Ora finalmente c’è una soluzione».
Già l’anno scorso si era concretizzato l’affidamento delle attività tecniche preliminari volte allo studio di fattibilità tecnica ed economica del progetto. Ora, con quest’ultimo importante finanziamento per un importo complessivo di 600 mila euro, si potranno concludere le fasi di progettazione e procedere all’esecuzione delle opere per la realizzazione della nuova intersezione stradale tra la Sr305 (di collegamento Trieste-Udine) e la Sr252 “di Palmanova”, mettendo così in sicurezza il transito mediante una nuova rotatoria a cinque braccia che garantisca la sicurezza della circolazione veicolare e, nel contempo, permetta un’adeguata accessibilità e fruibilità per le utenze “deboli” della strada, ovvero i ciclisti ed i pedoni.
«Le attività progettuali si sono completate e può entrare nel vivo il bando di gara propedeutico alla realizzazione delle opere», rivela Pagotto.
Nei mesi scorsi si era diffuso in città il timore che l’intervento potesse essere particolarmente “invasivo” e che potesse incidere sul patrimonio architettonico e ambientale di Villa Viola, un complesso costruito durante le Guerre Gradiscane (1615-1617). Un raro esempio di villa padronale unita alle abitazioni coloniche, dotata di un parco di assoluto pregio nel quale campeggia anche un raro pozzo – uno degli ultimi superstiti in città – di sicuro valore storico ed architettonico. Villa Viola nel 2003 ha destato l’interesse della Soprintendenza per i beni architettonici di Trieste che l’ha dichiarata di possibile inclusione tra i beni tutelati. Il Comune ha escluso possano esservi problemi. –
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