Grado: il Tar riconsegna agli artigiani le aree della Valle Cavarera

Annullata la variante che ha convertito la zona in residenziale approvata dall’ex commissario Blarasin
Una veduta di Valle Cavarera
Una veduta di Valle Cavarera

GRADO. Gli artigiani vincono il ricorso contro il Comune: in Valle Cavarera (Valle Goppion) le aree artigianali sono state ripristinate, non più destinate a edilizia residenziale. Si tratta di circa 4 ettari rispetto ai 133 ettari complessivi comprensivi anche dell’area golf del progetto di Zamparini.

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Lo ha deciso il Tar del Friuli Venezia Giulia, che ha parzialmente accolto il ricorso presentato circa 5 anni fa da 9 artigiani contro la variante 15 approvata dal commissario comunale Giovanni Blarasin, dando seguito alle deliberazioni approvate dal consiglio comunale guidato da Silvana Olivotto.

A ricorrere contro il Comune erano stati la Dmd Sas di Pozzetto Massimo & C., Orlandini Giacomo, Boemo Alfio, Deltin Ermanno quale titolare dell’impresa individuale Cantiere Navalnautico di Deltin Ermanno, Marizza Gianluca, Deltin Silvano, Deltin Italo (ha poi rinunciato a proseguire), La Gradese Piccola s.c. autotrasporti a r.l. A sostenere le aziende erano stati Confartigianato, Federazione Regionale Artigiani, Piccole e Medie Imprese a livello regionale e provinciale. Coinvolte nella causa c’erano anche l’Immobiliare Monte Mare Spa e la Monte Mare Grado Srl, facenti capo al gruppo Zamparini, in quanto la variante 15 era stata redatta a seguito dell’accordo fra Comune e le due società.

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Il Tar (presidente Umberto Zuballi, Manuela Sinigoi e l’estensore Alessandra Tagliasacchi) ha accolto due dei punti del ricorso presentato dagli artigiani annullando di fatto la variante 15. Gli artigiani avevano fatto presente che la variante 15 prevedeva come l’ulteriore edificazione potesse intervenire solo previa approvazione di un nuovo piano attuativo; che le destinazioni d’uso ammesse fossero solamente l’artigianale e la residenziale di tipo convenzionato; che la destinazione d’uso artigianale, per essere ammessa, debba essere compatibile con quella residenziale. E dato che le abitazioni sarebbero dovute sorgere a ridosso di queste attività, sarebbe stata pressoché impossibile la convivenza.

Era inoltre stato previsto che in caso di trasferimento delle attività produttive insediate in altra area artigianale (era stata individuata Fossalon), le aree in questione di Valle Cavarera potevano avere destinazione d’uso residenziale pura, residenziale turistica, ricettiva, commerciale, artigianale di servizio, con un aumento volumetrico superiore rispetto quello originale del 20%.

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Il Tar ha stabilito che per principio una variante al Prgc non può essere tale se direttamente legata ad accordi con privati. Quanto alle spese di giudizio, avendo accolto solo in parte il ricorso degli artigiani, il Tar ha deciso la divisione a metà tra i ricorrenti, il Comune resistente e le società controinteressate condannando altresì questi ultimi in solido tra loro, a rifondere ai ricorrenti la restante parte delle spese di giudizio (3mila euro oltre ad accessori di legge).

Il grande progetto di Valle Cavarera, rimane a quanto pare invariato, tranne, appunto, le sole aree artigianali. Tuttavia, com’è noto, Zamparini ha già da tempo annunciato di non avere intenzione di proseguire e di voler vendere i terreni.

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