Greco contro Cisint «Alla città serve un sindaco e non selfie con Le Pen»

Fincantieri e non solo. Il sindaco Anna Cisint scatena la reazione dell’opposizione dopo le sue missive al governo (leghista), all’azienda e alle prese di posizioni sui posti di lavoro a Panzano. «Dopo aver detto in lungo e in largo che i rapporti con Fincantieri erano radicalmente cambiati grazie al suo sbatter di pugni, Cisint oggi ammette, candidamente, che la grande fabbrica continua a fare quello che gli pare. Bisogna prendere atto, come diciamo da tempo, che il minuscolo Comune di Monfalcone nulla può di fronte al gigante economico-finanziario che in città ha il suo principale stabilimento. Vogliamo capirlo? Vogliamo smettere di raccontare balle ai monfalconesi?», dice Omar Greco (Mdp-Art. 1) che sminuisce le missive del sindaco. E aggiunge: «C’è un solo modo per intervenire realmente su Fincantieri. Serve che il principale azionista (lo Stato), si faccia carico della situazione dove si intrecciano potenti interessi economici, casi di sfruttamento del lavoro, infiltrazioni potenziali della criminalità, che notoriamente cerca di penetrare nei luoghi dove i soldi girano. Monfalcone non ha bisogno che il sindaco vada a Staranzano a fare campagna elettorale oppure che si faccia i selfie con Marine Le Pen a Milano - sottolinea Greco, indicando come Cisint non è in grado di farsi carico di questi problemi - La città avrebbe bisogno di un sindaco che la governi».

Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere regionale dem Diego Moretti: «Pensare di cambiare il modello organizzativo di una multinazionale come Fincantieri con una lettera ai suoi amici e compagni di partito Salvini, Giorgietti e Durigon - sostiene - farà pure prendere popolarità, ma è pura demagogia e buttare fumo negli occhi della gente e non serve certo a risolvere i problemi». E aggiunge: «Esiste il protocollo di legalità del 2017 sottoscritto con il ministero dell’Interno: lo si faccia prima di tutto rispettare, si rafforzi la vigilanza (da parte delle competenti strutture ministeriali) sui sistemi di appalto e soprattutto di subappalto, si cambino le norme dove serve (e il Decreto “sblocca appalti” non lo fa)». L’esponente del Pd ribadisce che «invece di prendersela con coloro (italiani e stranieri) che sono le prime vittime di imprese e imprenditori senza scrupoli, il sindaco vada invece avanti con la Regione, il sistema imprenditoriale regionale e Fincantieri sulla ricollocazione di quanti (non più giovanissimi) hanno perso il lavoro, sulla responsabilità sociale che Fincantieri deve prendersi sul territorio, senza promettere e poi non mantenere come nel caso dei lavoratori ex Eaton». —

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