Guasto in alloggi Ater, 300 famiglie al freddo

Impianto rotto dal 6 gennaio in via Molino a vento e via del Veltro. Il guasto dovuto a una serie di crepe riscontrate all’interno delle canne fumarie, che hanno spinto i responsabili dell’ente di piazza Foraggi a bloccare le caldaie per motivi di sicurezza. Ancora incerti i tempi di ripristino
TRIESTE.
Termosifoni spenti, acqua ghiacciata e stanze gelate. Ecco cos’hanno ricevuto in ”dono” per la Befana gli inquilini degli alloggi Ater di via del Molino a vento e via del Veltro. In totale quasi 300 famiglie costrette, dal giorno dell’Epifania, a vivere completamente senza riscaldamento. Colpa di una serie di crepe riscontrate all’interno delle canne fumarie, che hanno spinto i responsabili dell’ente di piazza Foraggi a bloccare le caldaie per motivi di sicurezza.


«Peccato che nessuno si sia preso il disturbo di avvisare gli abitanti - tuona la figlia di una residente di via Molino a vento -. Il riscaldamento è stato spento da un momento all’altro senza dare il benché minimo preavviso e senza fornire alcuna spiegazione. Nemmeno gli addetti alla manutenzione degli impianti, contattati da noi il giorno dopo la Befana, ci hanno saputo dire qualcosa. Si sono limitati a riferire di aver ricevuto dall’Ater l’ordine di affiggere agli ingressi dei cartelli per avvisare della sospensione. Come se le persone che vivono lì non si fossero già ampiamente accorte di trovarsi al freddo. A casa di mia madre, che ha 88 anni e recentemente è stata colpita da una brutta broncopolmonite - continua la donna - in questi giorni ci sono appena 12 gradi. Con che cuore potevo lasciarla da sola? L’ho subito portata nel mio appartamento. Ma non tutti gli inquilini hanno la stessa fortuna».


Una fetta consistente degli assegnatari dei circa 300 alloggi nelle due vie di San Giacomo, in effetti, è rappresentata da persone sole e anziane - alcune anche con forti disabilità - che non hanno alcun familiare in grado di ospitarle. A loro, quindi, non resta che indossare il maggior numero possibile di maglioni di lana, ”armarsi” di stufette elettriche e sperare che il blocco delle caldaie finisca al più presto. «Date certe, però, non ne abbiamo - continua la figlia dell’inquilina -. Nessuno ci ha saputo dire quanto tempo servirà per risolvere i problemi tecnici e ripristinare il riscaldamento. Una situazione davvero scandalosa. Un ente strutturato come l’Ater non può ridursi a fare interventi di questo tipo all’ultimo momento in inverno, lasciando al freddo e al gelo centinaia di persone.


Perché - conclude la donna - i lavori non sono stati pianificati prima?». Lapidaria la risposta dell’Azienda: «I lavori si pianificano, ma i guasti non si possono prevedere. E nel caso di via Molino a vento e via del Veltro, ci si è imbattuti proprio in una serie di guasti del tutto inattesi e imprevisti».


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