Guerra al gasolio di contrabbando, più controlli

Il traffico illegale di cani di razza. Ma anche materiali di ogni tipo: dalle auto di lusso al pellet. Senza dimenticare la droga e il gasolio di contrabbando.
Il confine di Gorizia conferma, giorno dopo giorno, la sua “permeabilità” con la Guardia di finanza che sta producendo il massimo sforzo per stroncare questa movimentazione di merci e animali. Non solo. È stato previsto un ulteriore giro di vite ai controlli. Il Friuli Venezia Giulia, e ovviamente Gorizia, è caratterizzato da una collocazione geografica che, anche in considerazione della vicinanza dell’area balcanica, ha nel tempo in qualche misura favorito lo sviluppo di traffici illegali di varia natura, con riferimento ai quali la regione è stata interessata principalmente per fattispecie di “transito”.
«Effettuiamo - spiega il comandante provinciale, il colonnello Giuseppe Antonio D’Angelo - vigilanza palese e non palese, analizzando attentamente i flussi. Siamo impegnati nel controllo di un’area di confine dove il contrasto si concentra sul contrabbando, specie di gasolio, nonché sul sequestro di valuta in entrata e in uscita».
L’attenzione è soprattutto concentrata sui grandi trasporti, ovvero sulle cisterne. Ma, talvolta, entro nel mirino anche i “micro-trasporti”. «Casi, per la verità, piuttosto sporadici - spiega ancora D’Angelo -. È consentito il trasporto in Italia di carburante in idonee e omologate taniche di 10 litri al giorno, per i piccoli consumi domestici. Oltre, scatta l’accusa di contrabbando».
E ne sa qualcosa un cinquantaseienne di Marsala che «trasportava e deteneva a scopo commerciale» in ingresso dalla Slovenia su un Fiat Ducato, quattro fusti contenenti 237 litri di gasolio, sottraendoli al pagamento di 146 euro di accisa. L’uomo è stato condannato a 2 mesi e 20 giorni di reclusione e al pagamento di 3.450 euro di multa. Pertanto, ci penserà non due ma trecento volte prima di ri-commettere il reato.
L’ultima operazione di una certa consistenza è datata settembre 2016. In quell’occasione, la Guardia di finanza di Gorizia scoprì un traffico di gasolio di contrabbando dalla Slovenia all’Italia per il quale due persone vennero arrestate. Furono inoltre sequestrati beni per 2 milioni di euro, fra i quali 70.000 litri di gasolio che vennero consegnati ai vigili del fuoco per essere utilizzati nelle aree del centro Italia colpite dal terremoto. A insospettire le Fiamme gialle fu la presenza delle autocisterne su strade secondarie. I mezzi, dopo aver prelevato il gasolio in Slovenia, in una località ai confini con l’Ungheria, erano entrati in Italia passando dal valico di Prato alla Drava, frazione di San Candido (Bolzano), proseguendo attraverso la statale 49 fino a Bressanone dove, dopo un tratto di autostrada A22, avevano continuato fino a una località in provincia di Verona.
Il cammino era proseguito su strade secondarie fino a giungere in provincia di Brescia, luogo in cui si trovava il punto di deposito e distribuzione illegale del gasolio. —
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