Hotel bruciato, il titolare punta alla riapertura a Natale

SAN GIORGIO DI NOGARO. «Speriamo di riuscire a riaprire l'hotel per Natale». Giorgio Garbuio è ancora sconvolto dall'incendio che ha devastato domenica l'albergo, l'Hotel Trieste, che diciassette...

SAN GIORGIO DI NOGARO. «Speriamo di riuscire a riaprire l'hotel per Natale». Giorgio Garbuio è ancora sconvolto dall'incendio che ha devastato domenica l'albergo, l'Hotel Trieste, che diciassette anni fa lo stesso Garbuio ha rilevato e ristrutturato assieme a Mariangela Citossi (l'albergo era della famiglia materna di lei), ma non per questo si lascia andare allo sconforto.

L'albergatore spiega che l'immobile è coperto da assicurazione, ma questo non lo consola e racconta con amarezza che aspettava per ieri sera alcuni clienti che avevano prenotato da tempo e che ora dovrà "dirottare" su altri hotel.

Lo incontriamo fuori dall'albergo, seduto su una balaustra dove aleggia un persistente e forte odore di fumo che neppure la pioggia riesce a lavar via. «Questo è il mio lavoro- dice- ho tre figli da crescere, per cui devo già guardare avanti, rimboccarmi le maniche e mettermi all’opera. In questo albergo non ci sono solo i sacrifici miei, ma anche quelli di mia madre che ancora non sa quello che è accaduto, e spero di riuscire a farglielo sapere il più tardi possibile perchè temo potrebbe esserle fatale»Certo che ieri mattina dopo aver fatto il sopralluogo dentro l'immobile con un responsabile dei Vigili del fuoco, non c'era di che essere contenti: al piano terra, dove c'erano la reception, la sala da pranzo e le cucine, non si è salvato nulla. Addirittura sono "saltati" via gli intonaci con il calore prodotto dal fuoco; in qualche parte è crollato il contro soffitto, sono saltate le porte ed è bruciato anche il vano dell'ascensore. Dove non ha fatto danni il fuoco, li ha fatti il fumo. I danni potrebbero essere superiori ai 300 mila euro.

«Sono entrato oggi (ieri per chi legge) per la prima volta dopo l'incendio - racconta Garbuio -, e ho visto con i miei occhi quanto già anticipatomi dai Vigili del fuoco: al piano terra tutto è andato bruciato, si sono salvati solo alcuni infissi esterni, non c'è nulla da recuperare, anzi sono caduti in diverse parti i calcinacci dell'intonaco e dove non sono caduti sono "scoppiati", per cui si dovranno togliere le malte e rifare gli intonaci. E' desolante! Al piano di sopra la situazione non è migliore e dove non è arrivato il fuoco è arrivato il fumo che ha prodotto una patina grassa il cui odore toglie il respiro. Anche qui si dovrà intervenire sulla struttura muraria. Ho ancora difficoltà a rendermi conto dell'accaduto, ma non voglio mollare: questo è il mio lavoro, che altro potrei fare?».

Francesca Artico

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