«I cambi di casacca e la Lega che cresce? Non siamo noi a fare campagna acquisti»
l’intervista
Il vicesindaco Paolo Polidori ha preso in mano la staffetta da Pierpaolo Roberti cinque mesi fa. Da allora è lui il primo volto del Carroccio nell’amministrazione. Un peso non da poco in una compagine in cui, consigliere dopo consigliere, la Lega ha deciso di seguire una dieta all’ingrasso.
Vicesindaco, ma è vero che la Lega ha chiesto a Roberto Dipiazza di candidarsi alle europee? Lui smentisce.
Mi associo completamente alla sua smentita. Nel partito non se n’è ancora parlato, a nessun livello. Dobbiamo ragionarci su, e penso inizieremo a farlo a gennaio.
Lei è il numero due della giunta ormai da qualche mese, come si trova con il sindaco?
Conosco Roberto Dipiazza da tanti anni, anche se certamente quello degli ultimi mesi è un rapporto differente. Penso di poter dire che abbiamo un ottimo rapporto. Anche perché io guardo prima alle persone e poi alle appartenenze politiche. Forse sbaglierò, ma sono fatto così.
Appunti da fare?
Forse la giunta dovrebbe essere gestita in modo più collegiale. La sua impostazione è quella di dare piena autonomia a tutti gli assessori, ognuno ha le sue deleghe e risponde completamente per quelle. È l’approccio di Dipiazza, io forse non lo condivido al 100% ma di certo lo rispetto.
La Lega sta diventando la forza più rappresentata all’interno della coalizione di centrodestra. Questo però ha comportato qualche tensione con il resto della maggioranza, ad esempio con il travaso di Everest Bertoli da Forza Italia a voi.
Mi preoccupa poco il fatto che un consigliere passi da una forza all’altra, se ciò non comporta cambiamenti per la maggioranza nel suo complesso, né dovrebbe preoccupare gli altri. Non stiamo facendo nessuna “campagna acquisti”, come qualcuno ha detto.
Però ora vi state avvicinando alle proporzioni che la Lega ha ottenuto dopo le ultime elezioni, mentre alle ultime comunali eravate più bassi.
A dire il vero ancora non rispettiamo i rapporti di forza effettivi, soprattutto quelli delle regionali (in cui la Lega ha fatto un risultato di molto superiore a quello del 2016 a Trieste, ndr), ma l’importante per noi è lavorare bene. Non stiamo nemmeno chiedendo nulla come forza più rappresentativa, né a livello di presidenza né altro. Poi chissà, magari in maggioranza entrerà pure Roberto De Gioia (consigliere d’opposizione dei Verdi-Socialisti che ha partecipato alla riunione triestina di Progetto Fvg, ndr).
Lei come la prenderebbe?
Beh, era leghista e ora non vota mai nulla di quello che proponiamo. Eppure sostiene di aver avuto sempre posizioni coerenti. Ma noi a De Gioia vogliamo bene in ogni caso.
La delibera sulle armi alla polizia locale sta per approdare in aula. L’opposizione è critica e anche in maggioranza c’è chi frena e vuole cambiare il testo.
Si troverà una quadra. Non siamo neanche molto lontani. Ho fatto un gran lavoro in commissione, accettando anche di sentire una seconda volta i sindacati soltanto perché ce lo chiedeva Forza Italia. Ma ormai l’iter va verso la conclusione. Per noi è uno dei punti cardine del mandato e questa amministrazione non può prescindere dal portarlo a termine. Non so se sono stato chiaro.
Che modifiche vi chiedono?
C’è chi vuole limitare la possibilità di portare le armi a casa. Io sono disponibile a rivedere il testo, ma non può esserci una delegittimazione dell’agente municipale rispetto al carabiniere o poliziotto che fa lo stesso.
Il progetto di videosorveglianza?
Ci lavoriamo a fondo con la collega Serena Tonel e sarà importante. E il primo punto d’azione sarà Opicina.
Il forzista Bruno Marini dice: “Sono amico di Polidori ma lui non è mio amico”.
Gli ho tolto il saluto perché mi ha offeso durante una commissione. Se vorrà mi chiederà scusa. Altrimenti di “ti voglio bene” democristiani ne ho già sentiti. —
G.TOM.
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