I donatori di sangue verso il cinquantesimo Un appello ai giovani
RONCHI. Si sta concludendo con un bel segno positivo, il 2019, per la sezione di Ronchi dei Legionari dell’associazione donatori volontari sangue. Si è raggiunto il tetto delle 346 donazioni, 75 in più, con una percentuale che supera il 27%. «Un bel risultato – sottolinea il presidente, Enzo Zuin – A tutti coloro che hanno risposto all’appello va il nostro grazie di cuore. Grazie a quei donatori che, per un po di tempo, si erano dimenticati di donare, ma grazie anche ai nuovi soci che, sino al 2019, non avevano ancora ritirato il tesserino ed avendolo hanno poi deciso di recarsi al centro trasfusionale. Sarebbe stato piacevole che essi lo avessero ritirato personalmente, anche per poterli conoscere e per dare loro alcune informazioni».
Nel 2020, a cinquant’anni dalla fondazione del sodalizio, sarà Ronchi a ospitare la quarta edizione del congresso della Fidas isontina. «Stiamo allestendo questo importante appuntamento – prosegue Zuin – ma abbiamo bisogno della collaborazione di tutti, di una mano anche fisica, di proposte e suggerimenti». Il direttivo della sezione dedicata a Pietro Pasqualetto, ricomposto un anno fa senza elezioni per la mancata partecipazione dei soci, ha la necessità di rinverdire come le piante a primavera. «Abbiamo bisogno dei giovani, del loro entusiasmo e della loro spinta. Solo in questo modo possiamo pensare che il nostro lavoro non sarà disperso nel nulla. Molti di noi sono molto anziani – conclude Zuin – ed è bene che lascino il testimone ai giovani». La sede di via delle Possessioni, a Selz, è aperta al pubblico tutti i martedì, dalle 18 alle 19. Si può anche chiamare il numero telefonico 3478927298. Un appello accorato, quello di Zuin, che si spera non vada perduto. Era il lontano 18 luglio 1971, quando un gruppo di ronchesi costituirono la locale sezione dell’Advs. Un’associazione che ha mosso i suoi passi anche attraverso l’azione di due grandi personaggi, Gino Piazza e Pietro Pasqualetto, il primo fondatore del movimento a Ronchi, il secondo presidente appassionato per moltissimi anni, fautore, tre la altre cose, del gemellaggio con i donatori di Nova Gorica. —
Lu.Pe.
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