I numeri di èStoria: 60mila visitatori e oltre cento incontri

GORIZIA. Circa 60 mila le presenze complessive, tra gli eventi del festival e i diversi spazi espositivi, considerando inoltre spazi e iniziative come “Più Liberi Circus”, vera e propria fiera della piccola editoria, la Borsa Europea del Turismo della Grande Guerra, ecc.
Insomma, nonostante la crisi, l’incertezza, i tagli con la mannaia, èStoria anche quest’anno si conferma un appuntamento da non perdere per gli appassionati di storia ma non solo. Si chiude dunque con successo la decima edizione di èStoria dedicata alle “Trincee” della Prima guerra mondiale, con grande soddisfazione degli organizzatori (media partner Il Piccolo) e degli espositori: affluenza e vendite quasi raddoppiate rispetto alla scorsa edizione.
In tre giorni, senza contare le anteprime, sono stati oltre cento gli appuntamenti del festival tra convegni, presentazioni, dialoghi, mostre, proiezioni di film, laboratori e altre iniziative, tutti appuntamenti che il pubblico ha seguito con attenzione e partecipazione.
A cominciare da tutto esaurito per il concerto di Uto Ughi nel santuario del Montesanto e per il concerto del Coro Polifonico di Ruda. John Hemingway, nipote del grande Ernest, è stato poi uno degli ospiti d’eccezione, uno dei più tallonati di questa edizione. Si è registrato il tutto esaurito sin dal primo giorno di vendita dei biglietti per seguirlo nell’èStoriabus sui luoghi di Addio alle armi, tra Caporetto e Venzone, e uno degli eventi più affollati la sua intervista con Stefano Salis e il reading di Addio alle armi di Giuseppe Battiston.
Anche gli appuntamenti dedicati ai ragazzi - sottolineano gli organizzatori - nella Ludotenda hanno riscosso entusiasmo e partecipazione attenta, i diversi luoghi della città di Gorizia sono stati animati da numerose manifestazioni tutte sempre affollate.
Soddisfazione tra gli organizzatori: «In un momento difficile come questo - ha dichiarato Adriano Ossola, ideatore e direttore del festival èStoria - èStoria ha dimostrato e confermato quanto sia importante continuare a offrire al pubblico programmi ed eventi culturali di ampio respiro». «Quest’anno - continua Ossola - la sfida è stata molto impegnativa, un programma di alto livello scientifico e di portata internazionale che ha tenuto però costantemente conto dello stretto rapporto tra gli eventi e il territorio, e la risposta del pubblico è stata molto gratificante per tutti noi. Anche quest’anno dagli incontri con gli ospiti e il pubblico abbiamo raccolto preziosi spunti da elaborare e sviluppare nelle prossime edizioni».
(p.spi)
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