I racconti dei “nonnini” conquistano gli studenti

I racconti sulla fame e il lavoro durante la Seconda guerra mondiale si incrociano con quelli sugli studi e sulle speranze di oggi. Ieri pomeriggio al caffè Tommaseo si è tenuto l’evento “Arcobaleno di parole”, al quale hanno partecipato due classi della scuola Media G. Caprin, e un gruppo di anziani seguiti da “Amalia”, il servizio dell’azienda sanitaria gestito da Televita spa che ha come obiettivo quello di contrastare l’isolamento sociale promuovendo la socializzazione, la salute e il benessere.
L’intento dell’incontro era quello di favorire un avvicinamento tra generazioni differenti per avere la possibilità di apprendere gli uni dagli altri e di creare solidarietà. Seduta a un tavolo Marinella ha raccontato agli studenti delle sue difficili esperienze giovanili. «Ho voluto comunicare loro i sacrifici che abbiamo fatto e che oggi non si fanno più - ha spiegato - ad esempio una persona sola come me che ha tirato su una famiglia mentre la maggioranza dei giovani oggi ha un altro senso della famiglia e del sacrificio». A un altro tavolo, invece Letizia, Angela e Aurora erano curiose di sapere se e quanto le loro sagge interlocutrici sapessero usare le nuove tecnologie. «So solo mandare messaggi e fare telefonate», ha risposto Maria Grazia. «Io navigo anche in internet e gioco sul cellulare a scopa con qualcuno che non conosco», ha aggiunto la signora Licia.
Mentre sta vincendo la sua seconda partita a dama contro il signor Luigi, il giovane Luca ha spiegato che: «Sono rimasto colpito da come non hanno avuto tanta paura durante la guerra, anche se per andare a scuola potevano non tornare vivi a casa per colpa di una bomba». «Non avevamo paura perché eravamo degli incoscienti!», ha commentato Luigi. —
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