«I residenti hanno diritto a un proprio maxi-centro»

di Laura Blasich
SAN CANZIAN D’ISONZO
L’apertura alla grande distribuzione del territorio di San Canzian d’Isonzo è già stata preceduta da azioni di riqualificazione dei centri storici. A sostenerlo sono gli assessori all’Urbanistica Italo Deffendi e ai Lavori pubblici Luciano Dreos, che ribattono così alla richiesta del Comitato contro il centro commerciale di valutare prima lopportunità di sviluppare dei Centri commerciali integrati di via, anche a fronte dei finanziamenti ad hoc stanziati dalla Regione. «L’amministrazione comunale ha impegnato 3 milioni di euro per la riqualificazione dei centri di San Canzian e Pieris - affermano i due assessori - e ha attivato i bandi per l’assegnazione dei contributi per il rifacimento delle facciate degli edifici nei centri storici». A San Canzian sono state rifatte le piazze Di Vittorio e Venezia e, in parte, via Santo Spirito e a Pieris, ricordano, la piazza di largo Garibaldi, il parcheggio di Via Marconi e la centrale via Roma. Per Begliano è in via di approvazione il progetto esecutivo della risistemazione delle vie Smareglia e Verdi.
«Questo enorme sforzo di riqualificazione urbana non ha trovato alcun riscontro a livello imprenditoriale - affermano Deffendi e Dreos -, perché non c’è stato alcun insediamento di nuove attività. Anzi, di recente si sono registrate le chiusure di alcuni negozi». Il motivo è abbastanza comprensibile, secondo i due amministratori locali: al momento la richiesta dell’imprenditore che intende rischiare su un’attività commerciale è quella della visibilità, accesso facilitato e parcheggi. «Da qui la scelta dell’area commerciale, non certo “fuori tempo massimo” - sostengono -, ma solo quando un soggetto pronto a investire del suo e completamente a proprie spese propone una variante puntuale di un’area commerciale già individuata dall’amministrazione in due passaggi in Consiglio Comunale e adottata nel Piano struttura della variante al Piano regolatore comunale».
Ferma convinzione dei due assessori è che la nuova area commerciale agevolerà quanti già oggi usano l’auto per le spese fuori comune, facendo inoltre «risparmiare loro chilometri e quindi spendendo e inquinando meno». Chi già si serve dei negozi di paese sia per età avanzata o difficoltà motorie oppure per scelta di qualità del servizio offerto, lo farà anche in seguito, affermano i due assessori. Sempre che i negozi di paese, che già stanno appunto chiudendo, siano ancora aperti, come ha avuto modo di sottolineare l’Ascom. «In ogni caso la percentuale di territorio “sottratto all’agricoltura” è pari allo 0,25% della superficie del territorio comunale», tengono a sottolineare Deffendi e Dreos, ribadendo alcuni dati del progetto: a fronte dei «15mila metri quadri di superficie di vendita l’area di 18mila metri quadri di area boscata prevista è del tutto a carico del proponente». «Ci chiediamo dove fossero i comitati, i politici provinciali, le associazioni ambientaliste quando si decideva l’insediamento - concludono -. Per ultimo ci chiediamo quali reati abbiano commesso i cittadini di Begliano e, in parte, quelli di Pieris per essere condannati a vita a usare la propria auto ed emigrare in altri comuni per qualunque acquisto loro necessario».
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