I seguaci di Greta in piazza per il clima Gli irriducibili “sfidano” la zona rossa

I seguaci di Greta di “Fridays for future” tornano in piazza Unità d’Italia a Trieste, con una mobilitazione che, come in altre città italiane e in tutto il mondo, punta ad attirare l’attenzione sulla necessità di tutelare l’ambiente. Ma ieri l’adesione è stata scarsa. Poche le persone che si sono presentate all’appuntamento, nonostante gli appelli, diffusi anche via social, a compilare la certificazione e a presentarsi con cartelli e slogan. I messaggi, seppure non molti, sono stati comunque portati dagli attivisti presenti, su striscioni e fogli colorati, con le scritte «lotta per il clima, lotta per la vita», «non c’è più tempo» o «non esiste futuro senza pianeta, non vendiamolo per la moneta». Una decina le persone che si sono presentate alle 15, orario stabilito per l’inizio della manifestazione. Altre si sono aggiunte successivamente, ma con una presenza ben diversa dallo scorso anno, quando la piazza si era riempita soprattutto di ragazzi e anche di famiglie, con bambini coinvolti in un maxi disegno. Evento sotto tono per le limitazioni attualmente in vigore, che hanno lasciata a casa molti ragazzi. Chi ha scelto di partecipare lo ha fatto rispettando le misure previste, tra mascherine e distanziamenti. Anche in questa edizione i messaggi lanciati sono stati gli stessi, con la volontà di chiedere provvedimenti urgenti per salvare il pianeta e per costruire un futuro all’insegna della sostenibilità. Lo sciopero per il clima, così è chiamata l’iniziativa riproposta ieri, è stato portato nelle piazze per la prima volta il 15 marzo 2019.
A Trieste la sezione veicola notizie e informazioni attraverso la pagina fridaysforfuturefvg.it/trieste. Il movimento nasce nel 2018 con Greta Thunberg, che diventa in poco tempo un simbolo per la tutela ambientale. La ragazzina sciopera per il clima ogni venerdì, per portare avanti il suo messaggio, ed è l’inizio del Fridays for future, che significa “Venerdì per il futuro”. In pochi mesi il suo grido di allarme coinvolge milioni di giovani, e non solo, in tutto il mondo, che ogni anno chiedono che i governi si occupino di cambiamenti climatici, trasformarli in una priorità per l’agenda politica internazionale. —
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