I sindacati incassano il controllo sull’iter e un nuovo concorso

«Non è un accordo ma l’inizio di un percorso, durante il quale terremo alta la guardia». Questo è il commento degli esponenti della Cigl e della Cisl dopo l’incontro che ieri hanno tenuto, assieme ai colleghi della Uil, con i rappresentanti del Comune. Al centro l’armamento della Polizia locale. Di fronte alle rassicurazioni dell’amministrazione municipale, le sigle hanno deciso, almeno per il momento, di ritirare lo stato di agitazione proclamato nei mesi scorsi. Ma l’ascia di guerra, sottolinea la “triplice”, non è ancora sepolta. E anzi la Cgil chiede la fine dei turni successivi alle ore 22. L’incontro si è svolto in Prefettura, e per il Comune vi hanno preso parte il segretario generale Santi Terranova e il comandante della Polizia locale Walter Milocchi.
I sindacati hanno portato a casa un duplice risultato: l’applicazione della delibera sarà concertata con le sigle, e le loro osservazioni sui problemi d’organico del corpo troveranno risposta nel prossimo concorso per l’assunzione di nuovi vigili, già annunciato da Polidori. Il confronto si è svolto in sede tecnica, ma da Palazzo Cheba anche l’amministrazione fa sapere di aver accolto con favore il ritiro dello stato di agitazione.
E ora si prospetta un lungo periodo di confronto: bisogna infatti definire l’indennità prevista per gli agenti armati, l’organizzazione dei turni (che si estenderanno sulle 24 ore), i percorsi per l’obiezione di coscienza. Tutti argomenti su cui i sindacati intendono dire la loro. Commenta Walter Giani della Cisl: «Lo stato di agitazione era stato proclamato contro l’armamento e l’estensione del servizio sulle 24 ore. Le ragioni della protesta erano l’inadeguatezza dell’organizzazione del corpo di fronte a servizi di questo genere, l’età media elevata degli appartenenti, oltre al mancato accordo in passato sulle modalità di passaggio degli obiettori di coscienza a ruoli amministrativi nel Comune. Problemi tanto più urgenti nel momento in cui la quarantina di agenti in arrivo dall’ultimo concorso non bastano a coprire le potenziali esigenze». Questa lunga serie di perplessità ha trovato, se non soluzione, almeno un’apertura di gioco nell’incontro di ieri. Afferma ancora il sindacalista Cisl: «Siamo pronti a dare fiducia all’amministrazione sulla base di queste aperture, ma la nostra vigilanza non viene meno».
Riprende il concetto Virgilio Toso della Cgil: «Lo stato di agitazione nasce dalle assemblee con i lavoratori. La nostra contrarietà all’armamento ha infatti ragioni pratiche e di principio». La rassicurazioni del Comune, precisa Toso, non eliminano la contrarietà di principio ma consentono di avviare una trattativa: «Essendo stata approvata la delibera, questo è l’inizio di un percorso di verifica - conclude Toso -. Si tratterà in ogni caso di un confronto di lunga durata, visto che prima di un anno, un anno e mezzo, le armi non arriveranno in dotazione agli agenti della Polizia locale». Rilancia per la Cgil anche Serena Miniussi: «Il Comune ci spiega che le armi sono necessarie per i turni notturni in base alla legge regionale. Ma i turni notturni oggi si fanno già, dalle 22 alle 2 di notte. Chiediamo quindi che non vengano più fatti, visto che se servono le armi non si capisce come si potessero fare finora». —
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