Il botta e risposta sulla convocazione di un altro Consiglio
la polemica
«I consiglieri comunali d’opposizione chiedono la convocazione di un Consiglio comunale per discutere le due mozioni che si rifanno alle petizioni relative alle petizioni popolari sulle industrie insalubri e sul piano comunale di classificazione acustica? È una richiesta inutile e che non comprendo, denota scarsa conoscenza del funzionamento della macchina amministrativa. Da che mondo è mondo, quando viene sospesa anzitempo una seduta, la successiva deve riprendere dal punto in cui la precedente si è interrotta. Quindi, il problema non si pone e l’iniziativa della minoranza è ridondante».
Il sindaco Rodolfo Ziberna risponde così alle forze di minoranza che hanno chiesto, compiendo un passo ufficiale, la convocazione del Consiglio comunale affinché le richieste dei cittadini (espresse in due petizioni che hanno raccolto complessivamente 3.200 firme) abbiano soddisfazione. «Ripeto. Quella dell’opposizione è una richiesta che non ha alcuna ragione d’esistere. Perché - scandisce con chiarezza il capo della Giunta - vien da sé che la prossima seduta dovrà ricominciare trattando i punti che non sono stati affrontati in quella precedente. Vedete, la richiesta formulata dall’opposizione suona pressappoco così: è come dire che ogni anno una persona deve fare il compleanno...».
Al di là della battuta, il tema (contrastato) delle due mozioni tornerà all’attenzione del Consiglio. E la speranza è che il dibattito ci sarà e sarà costruttivo, senza nemmeno sfiorare il fondo toccato nella seduta precedente.
La risposta di Ziberna nasce dal fatto che un quinto dei consiglieri comunali aveva chiesto, infatti, la convocazione del consiglio per la discussione delle mozioni. Nel dettaglio, i consiglieri comunali Roberto Collini, Adriana Fasiolo, Alessandro Feri, Federico Gabrielcig, Silvano Gaggioli, Giancarlo Maraz, Marilka Koršič, David Peterin, Andrea Picco e Rosy Tucci avevano depositato, nei giorni scorsi, la richiesta di convocazione del consiglio comunale per la discussione delle due mozioni consegnate l’11 aprile scorso. «Le mozioni - aveva sottolineato Silvano Gaggioli (Gorizia c’è) in una breve nota - sono quelle relative: una alle petizioni popolari su industrie insalubri, l’altra sull’adozione del piano di classificazione acustica comunale. E chiedono che entrambi i temi, sui quali sono state raccolte migliaia di firme di cittadini, siano portati al dibattito in consiglio comunale».
L’azione intrapresa dalla minoranza appariva come campata in aria perché la richiesta di convocazione di un consiglio comunale ad hoc era (ed è) formulata in base alla norma dell’articolo 39 del Testo unico enti locali ed è legata all’interruzione della burrascosa seduta del 7 maggio e alla mancata presentazione delle mozioni in aula. —
Fra.Fa.
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