Il Caffè San Marco “resiste” Aperto ancora un mese

Le Generali hanno chiesto ancora uno sforzo alla famiglia Filippi (che voleva già chiudere) per poter individuare un nuovo gestore. Poi via a lavori di restauro
Di Laura Tonero
Lasorte Trieste 11 05 05 - Caffè S.Marco - Presentazione Libro Claudio Magris
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Per il Caffè San Marco quella di oggi non è l’ultima giornata di apertura, come paventato da qualche associazione culturale che si sta mobilitando per cercare di sensibilizzare la città affinché lo storico locale di via Battisti non cessi l’attività. La speranza che Assicurazioni Generali trovino un nuovo gestore è rimandata di un mese. In un recente incontro i rappresentanti del gruppo del Leone, proprietario dell’immobile che ospita il caffè, hanno chiesto all’attuale gestore Nadia Filippi di tenere duro fino al prossimo 30 giugno. Fino a quella data il San Marco rimarrà sicuramente aperto. Filippi, come aveva già fatto nei mesi precedenti, si è resa nuovamente disponibile a fare uno sforzo pur di dare ulteriore tempo a Generali per trovare una nuova società che guidi il locale. «In questo momento - si legge in una nota del Leone che conferma la volontà di mantenere aperto il locale - è in corso la selezione dei progetti presentati per la nuova gestione del Caffè, nel rispetto della sua storicità e tradizione, e nelle prossime settimane sarà individuato il nuovo conduttore».

«Io sono stanca, vorrei mollare, - aveva dichiarato Filippi poche settimane fa – a resto a disposizione per fare in modo che si trovi una soluzione e il caffè resti chiuso per il minor tempo possibile». Perché il San Marco, nel momento in cui Generali troveranno un nuovo gestore, prima di ripartire avrà comunque bisogno di parecchi lavori di ristrutturazione.

Qualche settimana di chiusura per interventi di adeguamento e di riqualificazione sarà inevitabile. Entrandoci ci si rende subito conto che la manutenzione straordinaria non viene eseguita da anni. Il pavimento è ormai opaco, rigato, rovinato. Servirebbe una completa riverniciatura. Ci sono dei problemi all’illuminazione e le lampadine dei grandi lampadari si fulminano costantemente. I divanetti imbottiti sono usurati, la pelle scura a tratti squarciata. In alcuni punti del soffitto le decorazioni che rappresentano le foglie di caffè sono messe a rischio da infiltrazioni. Serviranno inoltre alcuni lavori di adeguamento della cucina per permettere al San Marco di servire anche piatti caldi e di offrire un servizio di ristorazione. Perché senza ampliare la proposta e senza rinnovarsi, difficilmente lo storico locale situato in una zona tagliata ormai fuori dal cuore pulsante della città, non sarebbe competitivo e non riuscirebbe ad assicurare alcun profitto. Per scongiurare la chiusura del Caffè San Marco è recentemente intervenuto in più occasioni anche Claudio Magris, che trascorre molto tempo ai tavolini del locale di via Battisti. L’autore di Danubio ha scritto alle Generali chiedendo che assumano direttamente la gestione del locale. Un appello che ha lanciato anche dalle colonne del “Corriere della sera”.

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