Il caso dell’adesivo Vergogna! finisce in Consiglio comunale

L’adesivo rosso con la scritta “Vergogna!” entra in Consiglio comunale. In quel Consiglio comunale da dove è partito tutto. A portarcelo, ma senza attaccarlo sui banchi dell’aula civica, è il consigliere comunale di maggioranza Fabio Gentile. L’esponente di Forza Italia ha depositato ieri un’interrogazione con cui chiede al sindaco che il responsabile del gesto vandalico, reo confesso, levi di persona tutti i bollini appiccicati in città o, in alternativa, paghi le eventuali spese di pulizia che dovrà sostenere il Comune di Gorizia per farlo.
Gentile sottolinea che la città è rimasta colpita dalla protesta che lui definisce «assurda» e «priva di alcun senso civico» e ricorda che l’autore, il professor Sergio Pratali Maffei, nella sua autodenuncia pubblica «ha pure preavvisato che ci saranno ulteriori forme di protesta e che gli adesivi rimanenti potrebbero essere utilizzati anche altrove». Facendo riferimento anche a quanto pubblicato dallo stesso autore del gesto sui suoi profili social, Gentile quindi si dice «sbalordito» per il fatto che lo stesso Pratali Maffei «non sia per nulla pentito del suo gesto e anzi si vanti della solidarietà ricevuta da altre persone, anche da esponenti di partiti che siedono in Consiglio comunale».
Per il consigliere comunale quindi non può essere «considerata una “protesta civile” e degna di Gorizia quella di deturpare visivamente muri, segnali, bidoni stradali, e quant’altro con qualsivoglia affissione». «Se tale messaggio dovesse essere inteso come “civile ed impunibile” - prosegue Gentile - si potrebbe avere un effetto devastante». L’esponente della maggioranza, esprime quindi preoccupazione e chiede di fare in modo che non «si insinui un senso di impunità o peggio ancora si possano verificare episodi di emulazione del vandalismo che porterebbero ad altre azioni incivili». Per questo chiede al sindaco se sia stata comminata una sanzione al reo confesso responsabile delle affissioni e se l’azione sia stata considerata come unica per tutti gli adesivi o sia stata considerata reiterata e quindi ci sia stata una sanzione per ciascun adesivo.
Dal momento che il responsabile ha raccontato di aver ancora degli adesivi, e che intende proseguire la sua protesta contro l’operato della maggioranza, colpevole di aver “sospeso la democrazia” nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale, Gentile conclude auspicando che dopo l’attesa pulizia totale, non si registrino ulteriori affissioni di adesivi. —
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