Il caso dell’edicola smantellata finisce in aula

Corso Italia, o meglio gli effetti collaterali del cantiere “infinito”, è approdato in Consiglio comunale, ieri sera. Adriana Fasiolo (Pd) ha presentato un’interrogazione relativamente alla dismissione dell’edicola di Gianfranco Mascalchin che si trovava nel tratto di corso Italia interessato dai lavori e che è stata smantellata dal Comune. Il proprietario della licenza, come si ricorderà, è dovuto emigrare nel bar adiacente grazie all’ospitalità del’esercente. «Ma ciò ha comportato una drastica riduzione delle vendite. Perché non si pensato di trasferire l’edicola nel lato opposto del controviale?», la domanda rivolta da Fasiolo.
Corso Italia è stato al centro di un’interrogazione anche di Silvano Gaggioli (Gorizia c’è) che ha accusato l’amministrazione comunale di essere mossa «male e in ritardo». «E mi piacerebbe sapere anche se c’è stato un recesso con la ditta che non ha proseguito i lavori».
Sempre, nel capitolo interrogazione e interpellanze, Stefano Altinier (Lega Nord) ha puntato il dito contro il semaforo guasto «ormai da marzo» nel rione della Madonnina. Ma non essendo presente alla seduta l’assessore Arianna Bellan, presente alle celebrazioni dei carabinieri, non ha ottenuto risposte sul ripristino dell’impianto.
Marijlka Korsic (Ssk), dal canto suo, ha messo i guardia sull’utilizzo di prodotti fitosanitari. «Si sono rivolti a me cittadini che hanno i giardini confinanti con i vigneti. E hanno denunciato il formarsi di “nuvole” di prodotti fitosanitari che rendono inutilizzabili i prodotti degli orti». Da qui, la richiesta di emanare un regolamento e di indicare chi è l’autorità competente per «denunciare questi problemi».
Emanuele Traini (lista civica Gorizie) ha chiesto lumi del fatto che Ziberna propugna il ritorno del Cie. Ha letto, in aula, alcuni passaggi di un servizio pubblicato ieri dal Piccolo. «Alla domanda del giornalista ho risposto. Bene i Cie ma devono garantire spazi adeguati a chi è ospitato», la risposta telegrafica del primo cittadino.
Federico Gabrielcig (Percorsi goriziani) ha puntato il dito sul bando per “Vittoria d’estate” e su criteri considerati «quantomeno poco logici».
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