Il Comune di Trieste mette alla porta Pontrelli

TRIESTE Il Comune e la società Unione Triestina 2012 sono alla rottura completa. Questa mattina il sindaco Roberto Cosolini terrà una conferenza stampa congiunta assieme a tutti i capigruppo del Consiglio comunale: vi si annunceranno le misure che l’amministrazione intende prendere visti i mancati pagamenti degli affitti per l’utilizzo dello stadio Rocco.
Ieri, in una commissione infuocata, il sindaco avrebbe definito la vicenda «a metà fra la tragedia e la farsa». Secondo più di una fonte ben informata, tra le decisioni che verranno comunicate oggi potrebbe esserci anche la revoca alla società dell’accesso a tutte le strutture e allo stadio, con l’unica eccezione delle partite domenicali. Pare probabile, inoltre, che alla proprietà venga chiesto di mettere a disposizione le quote per eventuali acquirenti interessati a un salvataggio.
La riunione si è svolta a porte chiuse. Secondo alcune indiscrezioni il sindaco avrebbe prima trattato l’aspetto amministrativo, di cui si occuperà una commissione che si svolgerà stamane (prima della conferenza stampa), e durante la quale gli uffici relazioneranno ai consiglieri lo stato delle cose. Poi si sarebbe passati all’aspetto politico della vicenda: a questo proposito Cosolini avrebbe descritto una situazione in parte tragica e in parte farsesca, dicendo che l’amministrazione non può che ritenere giunto al capolinea il rapporto con la società.
L’unica possibilità di scampo sarebbe l’irruzione «chiara e inoppugnabile», dicono le fonti, di nuovi fatti circa la solvibilità della proprietà. Il sindaco avrebbe quindi prospettato «la necessità di una svolta immediata», che potrebbe concretizzarsi con la richiesta alla società di mettere le quote a disposizione di un’eventuale operazione di salvataggio. E la disponibilità richiesta sarebbe «incondizionata».
Fuori discussione sarebbe invece l’ipotesi di chiudere l’accesso al campo nei giorni di campionato, poiché la mancata partecipazione della squadra alle partite potrebbe aggravare la situazione anche per un potenziale acquirente. Il discorso non si applica, però, agli altri giorni della settimana e agli altri spazi legati al contratto: il tema è attualmente allo studio degli uffici e secondo indiscrezioni è tutt’altro che improbabile che l’Unione Triestina 2012 si ritrovi da un momento all’altro fuori dalla porta.
Il Consiglio pare essere unanimemente schierato con la giunta, almeno in questo caso. Tra i più bellicosi sostenitori dell’offensiva troviamo il capogruppo di Un’Altra Trieste Franco Bandelli: «Domani faremo ancora una commissione sul tema, poiché era in preventivo da tempo. Ma mi pare che sia i consiglieri che il sindaco concordino su un fatto: il rapporto fra questa dirigenza e la città che noi rappresentiamo, degnamente o meno, è finito una volta per tutte. Punto».
L’esponente del centrodestra non si sbottona sulle misure particolari, ma dice: «Ci rendiamo conto delle difficoltà legate al contratto che la società ha dovuto affrontare, però non è più possibile rimandare. Domani prenderemo una decisione definitiva e nella conferenza stampa verranno formulate tutte le contromosse del Comune. Su questo tema c’è una forte armonia delle forze politiche, penso che parteciperanno tutti i capigruppo».
Se ciò non si è fatto finora, aggiunge Bandelli, «è soltanto per il rispetto che abbiamo per la maglia che la società indegnamente dà ai giocatori. Una maglia di cui per fortuna non possiedono il marchio. Noi abbiamo tenuto duro il più possibile, ma ora non resta che aprire il campo a qualcun altro. Qualcuno che voglia farsi carico di un nuovo futuro per la Triestina».
La vicenda si trascina fra richieste e dilazioni ormai dall’anno scorso. Il debito che la società ha nei confronti del Comune è stato ribadito in quattro diversi ultimatum, spediti il 28 novembre 2014, il 10 febbraio, il 28 aprile e l’8 settembre 2015. Per l’Unione Triestina 2012, pare che l’ultima delle quattro date sia quella simbolicamente più appropriata.
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